Cos’è la pace fiscale e come funziona

Pace Fiscale

Tra gli argomenti attualmente più in voga e che riguardano la nuova Legge di Bilancio 2019 promossa da Di Maio e Salvini c’è la cosiddetta pace fiscale. Vediamo nel dettaglio cos’è e come funziona l’attuazione di questa misura. Tutto quello che c’è da sapere a riguardo, a chi spetta la pace fiscale e quanto si dovrà pagare.

Cos’è la pace fiscale e come funziona

In questi ultimi giorni si sente spesso parlare di pace fiscale. Questo è infatti uno degli argomenti toccati da Di Maio e Salvini e che figureranno all’interno della Legge di Bilancio 2019. Non mancano come sempre ampie discussioni in merito alla bontà o meno di tale provvedimento. Per comprendere meglio i motivi di tali discussioni alle quali assistiamo continuamente in tv è bene sapere di cosa si parla. Che cos’è la pace fiscale? Si tratta di una misura che sarà attuata dal Governo Conte con l’obiettivo di aiutare tutti coloro che abbiano difficoltà nel pagare i propri debiti fiscali. Si tratta di una situazione che purtroppo è piuttosto comune soprattutto tra i piccoli imprenditori.

In pratica grazie alla pace fiscale tutti coloro che si trovano in condizioni economiche difficili potranno liberarsi del proprio debito con il fisco. Come si potrà sanare il debito? In base a quanto affermato fino ad oggi il debito non sarà cancellato completamente, bensì il beneficiario della pace fiscale dovrà pagare una parte di esso. La grande novità contenuta nel decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019 è che l’importo che dovrà essere pagato dipenderà dal reddito dell’imprenditore. Come vedremo meglio in seguito sono previste delle percentuali fissate, in base alle quali verrà determinato appunto l’importo che dovrà essere pagato. Dunque la pace fiscale è in pratica una forma di nuovo condono previsto per il prossimo anno. Questa definizione tuttavia non è particolarmente ben vista dai protagonisti della vicenda, Salvini in primis, che afferma come non si tratti di un regalo fatto agli imprenditori.

L’aiuto è infatti soltanto per chi si trova in difficoltà economiche, ai quali viene offerta una maxi rottamazione della cartelle esattoriali. Dunque una volta pagato un determinato importo il debito totale verrà annullato. In particolare le cartelle ter che potranno essere “rottamate” grazie alla pace fiscale sono quelle che sono state notificate a partire dal 1 gennaio 2000 fino al 31 gennaio 2017. Come potranno essere estinti i debiti con Equitalia? Per quanto riguarda le modalità di pagamento, è possibile farlo in un’unica soluzione oppure a rate. La durata massima del rimborso per l’importo definito dal decreto fiscale è pari a 5 anni, tramite il pagamento di rate semestrali. Un aspetto fondamentale della pace fiscale, che poi è quello per cui il nuovo Governo vuole attuare questa misura fiscale è quello del ritorno economico per lo Stato.

In base alle analisi effettuate, la somma di denaro che potrà essere incassata dallo Stato per eliminare le liti fiscali si aggira tra i 35 ed i 60 miliardi di euro. Stiamo parlando di una cifra decisamente importante, che a quanto pare verrà utilizzata per finanziare il reddito di cittadinanza e la flat tax, che sono solo alcuni dei punti cardine della Legge di Bilancio 2019. Tra i vantaggi della pace fiscale c’è quello legato all’intera economia del nostro Paese. In questo modo infatti molte imprese che ad oggi sono frenate dai pesanti debiti con Equitalia potranno finalmente tornare ad essere produttive. La pace fiscale potrà dunque favorire una rinascita dell’economia italiana.

A chi spetta la pace fiscale: requisiti fissati e da fissare

Dopo aver visto in generale cos’è e come funziona la pace fiscale è bene analizzare nel dettaglio alcune caratteristiche fondamentali. A chi è rivolto questo provvedimento fiscale? Come abbiamo già detto si tratta di un aiuto rivolto esclusivamente alle imprese che si trovano in difficoltà economiche. Vediamo dunque quali sono i requisiti che determinano la possibilità o meno di accedere alla pace fiscale per eliminare i propri debiti con Equitalia. Ad essere interessati da questo provvedimento sono tutti i piccoli contribuenti.

Stiamo parlando dunque ovviamente delle famiglie che si trovano in una situazione economica difficile. Per quanto riguarda le attività economiche, possono ottenere la pace fiscale le micro e piccole imprese, ma anche le società e i lavoratori autonomi come i professionisti. È bene specificare che trattandosi di una misura che entrerà in vigore solamente nel 2019 non sono ancora stati definiti con precisione alcuni dettagli. Ad esempio deve ancora essere fissato l’importo massimo della cartelle ter notificate da Equitalia. Sono ancora in corso diverse discussioni in merito.

Ad oggi l’importo massimo relativo alle tasse non pagate dovrebbe essere 100.000 euro .  Per il calcolo dell’importo relativo alle cartelle ter dovranno essere conteggiati anche tutte le sanzioni, interessi e more che negli anni hanno fatto lievitare il debito del contribuente con il fisco. In generale dunque ciò che è certo è che soltanto i piccoli imprenditori che si trovano effettivamente in difficoltà economiche potranno accedere alla pace fiscale prevista dal decreto collegato alla Legge di Bilancio 2019.

Opzioni previste per la pace fiscale


Andiamo adesso ad analizzare nello specifico, la pace fiscale, che prevede quattro diverse opzioni di chiusura dei debiti fiscali:

  1. rottamazione ter delle cartelle;
  2. definizione agevolata delle liti tributarie pendenti;
  3. stralcio totale mini-cartelle fino a 1.000 euro;
  4. dichiarazione integrativa al 20% fino a 100.000 euro.

Rottamazione ter delle cartelle

Le rottamazione delle cartelle 2019 prevede tuttavia alcuni vantaggi per i debitori, che potranno pagare con rate fino a cinque anni e beneficeranno della riduzione dell’interessi sulla rateizzazione, pari allo 0,3% a fronte dell’ordinario 4,5%.

Ammessi alla rottamazione ter prevista dalla pace fiscale saranno i debiti risultanti da cartelle affidate agli agenti della riscossione (Equitalia, ora Agenzia delle Entrate Riscossione) tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017.

La scadenza per fare domanda è fissata al 30 aprile 2019.

Definizione agevolata delle liti tributarie pendenti

La pace fiscale per le liti tributarie sarà ancor più vantaggiosa nel caso in cui nelle Commissioni Tributarie di primo e di secondo grado a perdere sia stata l’Agenzia delle Entrate.

In tal caso, le controversie potranno essere definite con il pagamento dell’importo ridotto:

  • del 50% del valore in caso di soccombenza nella pronuncia di primo grado;
  • del 20% del valore in caso di soccombenza nella pronuncia di secondo grado.

Stralcio totale mini-cartelle fino a 1000 euro

Annullamento automatico e totale al 31 dicembre 2018 di tutte le cartelle di importo minore a 1000 euro, comprese nel periodo compreso tra il 2000 e il 2010 e a beneficiarne saranno i contribuenti con cartelle relative a tributi locali non pagati, come IMU, TASI e TARI o relative a multe per violazione del codice della strada.

Dichiarazione integrativa al 20% fino a 100.000 euro

Si potrà far emergere circa un terzo in più delle somme dichiarate l’anno precedente, entro il limite di 100.000 euro. Sulla maggiore base imponibile dichiarata verrà applicata una flat tax del 20 per cento.

Quando entra in vigore la pace fiscale in Italia?

Indipendentemente dall’importo del proprio debito con il fisco e dal proprio reddito la pace fiscale permetterà a moltissimi contribuenti di sanare la propria situazione fiscale risparmiando una cifra molto elevata. Questo è proprio il motivo per cui questo nuovo provvedimento fiscale voluto da Salvini e Di Maio ha suscitato non poche polemiche. D’altra parte, come più volte ribadito all’interno di questo articolo, non si tratta di un regalo bensì di una soluzione rivolta a tutti coloro che non abbiano la possibilità di affrontare il proprio debito con il fisco. Su questo punto chi spinge per attuare la pace fiscale è stato molto chiaro e perciò verranno fatte tutte le opportune verifiche per evitare di agevolare coloro che non abbiano effettivamente bisogno di uno sconto sui propri debiti.

Ma da quando entrerà in vigore la pace fiscale in Italia? Non è ancora stata definita la data precisa in cui tale provvedimento verrà attuato. Quello che si sa per certo è che si tratta di un decreto fiscale che verrà attuato nel 2019. Come abbiamo già detto infatti questa manovra fiscale è associata alla Legge di Bilancio 2019 e servirà a finanziare parte dei progetti contenuti in essa. Stiamo parlando ovviamente del reddito di cittadinanza e della flat tax, per cui è necessaria una spesa decisamente importante. Il primo passo verso l’attuazione di questi provvedimenti voluti dal Governo Conte è dunque proprio la pace fiscale, che in base ai numeri che circolano dovrebbe permettere allo Stato di recuperare una cifra decisamente importante, che si aggira tra i 35 ed i 60 miliardi di euro.



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