Carta Carburante 2019 come funziona

Scopriamo tutte le novità sulla carta carburante 2019. Vediamo come funziona e quali sono le accortezze che dovremo avere il prossimo anno per poter detrarre i costi relativi a benzina, diesel o altri combustibili per la nostra automobile.

Carta Carburante: che cos’è, come funziona e detrazioni

In questa pagina vi presenteremo tutte le novità del 2019 che riguardano la carta carburante. La Legge di Bilancio 2018 apporta infatti importanti modifiche al metodo di detrazione dalle tasse dei costi relativi all’automobile aziendale. In particolare inizialmente tali modifiche sarebbero dovute entrare in vigore a partire dal 1 luglio 2018, tuttavia per dare più tempo ai benzinai di mettersi in regola con le nuove norme si è deciso per una proroga al 1 gennaio 2019. Prima di conoscere tutte le novità previste con la nuova legge è bene fare chiarezza sull’argomento e vedere cos’è la carta carburante e come funziona.

La carta carburante, o scheda carburante che dir si voglia, è un documento indispensabile per tutte le aziende e per liberi professionisti con partita IVA. Si tratta infatti di un metodo che permette all’azienda o al lavoratore autonomo di detrarre dalle tasse il costo del carburante per le automobili utilizzate nell’esercizio di professione. Dunque ovviamente sono deducibili solamente i costi affrontati per il proprio lavoro e non quelli relativi alla vita privata. Le aziende possono assegnare la carta carburante ai propri dipendenti non solo per ottenere un risparmio importante dovuto alla detrazione ma anche per avere sempre sotto controllo le spese dell’azienda.

L’utilizzo della carta carburante è molto semplice. Infatti fino al 30 giugno 2018 quando si effettuava un rifornimento per la propria auto aziendale con qualsiasi tipo di carburante, per il pagamento non bisognava utilizzare né carte di credito né Bancomat, perché bastava pagare in contanti e presentare la carta carburante. Tutte le spese verranno mano a mano registrare sulla carta carburante intestata al titolare dell’azienda oppure al lavoratore autonomo con partita IVA. Successivamente tutti i costi verranno contabillizati regolarmente ed il titolare della carta avrà la possibilità di detrarre dalle tasse tutti i costi in base alle percentuali dettate dalle normative fiscali.

In particolare, come definito dalla norma vigente, la deducibilità e la detrazione dell’IVA sono totali nel caso di società e ditte individuali per autocarri a partire dai 35 quintali e per veicoli strumentali all’attività svolta. Negli altri casi la detrazione dell’IVA è pari al 40%. Per quanto riguarda gli agenti e i rappresentanti di commercio è prevista una deducibilità pari all’80%, mentre se il veicolo è affidato ad un dipendente la percentuale scende al 70%. Infine per liberi professionisti e ditte individuali la deducibilità è del 20%.

Per ottenere le detrazioni che ci spettano è necessario fare attenzione nella compilazione della carta carburante. Innanzitutto è indispensabile specificare la ragione sociale per le società, mentre per i lavoratori autonomi è sufficiente riportare solamente nome e cognome. Sulla carta carburante dovrà figurare inoltre la partita IVA, indispensabile per le successive detrazioni, il codice fiscale del titolare dell’azienda o del lavoratore autonomo, il domicilio fiscale ed il periodo di riferimento. Inoltre bisognerà riportare le informazioni relative all’autovettura e cioè il modello, la marca e la targa o il telaio.

Per quanto riguarda il periodo di riferimento della carta è necessario riportare sulla stessa il numero di kilometri percorsi dall’autovettura al momento del primo rifornimento e quelli all’ultimo rifornimento, per poi farne la differenza. Per ogni rifornimento di carburante sarà poi necessario specificare sulla carta stessa la data, la quantità ed il costo del carburante acquistato. Infine dovrà essere apportato il timbro della stazione di servizio e la firma. È bene specificare che l’utilizzo della carta carburante è necessario per ottenere la detrazione solamente nel caso in cui si effettui il pagamento in contanti. In caso contrario, e cioè per pagamenti tramite carte di credito, debito o prepagate è possibile scaricare la spesa anche senza compilare la carta carburante.

Le novità della Carta Carburante 2019: cosa cambia?

Abbiamo visto tutte le caratteristiche della carta carburante che viene utilizzata ad oggi. Come vi abbiamo anticipato in precedenza questo metodo di detrazione dei costi dalle tasse subirà delle importanti modifiche a partire dal 1 gennaio 2019, in seguito all’approvazione della Legge di Bilancio 2018. In particolare da tale data si potrà dire addio alla carta carburante. Come si dovrà fare per ottenere le detrazioni fiscali di cui abbiamo parlato in precedenza? Il tutto sarà estremamente semplice, vediamo come funziona. In particolare l’obiettivo della nuova legge è quello di favorire l’utilizzo della moneta elettronica.

Dunque la novità principale per il 2019 è quella per cui non si dovranno più utilizzare i contanti per effettuare i rifornimenti. O meglio, non sarà ovviamente vietato l’utilizzo dei contanti quando ci rechiamo da un qualsiasi benzinaio, tuttavia per ottenere le detrazioni che prima si ottenevano mediante l’utilizzo della carta carburante non sarà più possibile utilizzare i contanti. Nel 2019 scatta infatti l’obbligo della fattura elettronica per l’acquisto di carburante per le automobili aziendali. Tale obbligo dunque non riguarderà tutti i privati che effettueranno rifornimenti, bensì esclusivamente i liberi professionisti e le società.

L’utilizzo della fatturazione elettronica è sicuramente un’ottima soluzione per risparmiare sui costi di stampa e soprattutto una scelta ecologica che permetterà di risparmiare l’utilizzo ormai superfluo di carta. Inoltre la soluzione che di fatto sostituirà la vecchia carta carburante permette una conservazione dei documenti senza alcun problema. La legge di Bilancio 2018 definisce chiaramente come tutti i “soggetti passivi di imposta sul valore aggiunto”, e cioè aziende e lavoratori autonomi con partita IVA, debbano essere necessariamente documentati tramite fattura elettronica. Questa è sicuramente una novità importante rispetto al passato, che porta diverse conseguenze.


In base a quanto appena detto infatti, tutti i benzinai saranno tenuti ad emettere una fattura elettronica ogni qual volta un titolare di partita IVA effettui un rifornimento. Questo è il motivo principale per cui le novità relative alla carta carburante entreranno in vigore a partire dal 2019 e non sono in vigore dal 1 luglio 2018 come doveva essere in precedenza, in modo da permettere agli esercenti di mettersi in regola con le nuove disposizioni. Inoltre, a differenza di quanto avveniva in precedenza, la fattura elettronica viene emessa per ogni singola operazione. L’obiettivo del nuovo governo mediante tale modifica è quello di frenare gli abusi nell’autocertificazione dei costi per il carburante.

Con la carta carburante ancora in vigore infatti i “furbetti” potevano segnalare costi diversi da quelli effettivamente affrontati, in quanto il prezzo del carburante non poteva essere verificato. Con l’utilizzo della fattura elettronica non ci sarà più questo tipo di problema, in quanto tutte le spese saranno finalmente tracciabili al 100%.

Periodo transitorio carta carburante 1 luglio 2018 – 31 dicembre 2018

Le regole sugli acquisti di carburante per autotrazione applicate alle imprese e ai liberi professionisti (partite IVA) sono cambiate a partire dal 1 luglio 2018. Se è vero che sono stati rinviati i termini per l’emissione della fattura elettronica, non sono stati modificati i termini, relativi alle modalità di pagamento. Pertanto, nel periodo che và dal 1 luglio 2018 al 31 dicembre 2018, è possibile detrarre e dedurre il costo del carburante SOLO se il pagamento avviene con un metodo tracciato. Il nostro consiglio è di allegare alla vecchia carta carburante, gli scontrini del bancomat o della carta di credito che vengono rilasciati all’atto del rifornimento.

Resta fermo l’obbligo, dal 1° luglio 2018, di utilizzare strumenti tracciabili di pagamento per l’acquisto di carburante ai fini della deducibilità del costo e della detraibilità dell’Iva.

La Legge di Bilancio 2018 ha previsto, infatti, dal 1° luglio 2018 l’obbligo, da parte dei soggetti passivi Iva, di effettuare gli acquisti di carburante tramite strumenti che assicurino la tracciabilità del pagamento (art. 164 del TUIR e l’art. 19-bis1, comma 1, lett. d) del DPR 633/72). Il mancato rispetto di questa regola comporta l’indeducibilità del costo ai fini delle imposte dirette e l’indretaibilità ai fini IVA.

Con il Provvedimento del 4.4.2018 l’Agenzia delle Entrate ha illustrato cosa intende per mezzi ritenuti idonei a consentire il tracciamento, e ha ricompreso in questa fattispecie:

  • gli assegni, bancari e postali, circolari e non, nonché i vaglia cambiari e postali di cui, rispettivamente, al regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736 e al decreto del Presidente della Repubblica 14 marzo 2001, n. 144, con successive modificazioni e integrazioni;
  • mezzi di pagamento elettronici previsti all’articolo 5 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, secondo le linee guida emanate dall’Agenzia per l’Italia Digitale con determinazione 22 gennaio 2014, n. 8/2014, punto 5, tra cui, a titolo meramente esemplificativo:
    • addebito diretto;
    • bonifico bancario o postale;
    • bollettino postale;
    • carte di debito, di credito, prepagate ovvero di altri strumenti di pagamento elettronico disponibili, che consentano anche l’addebito in conto corrente. Con la Circolare 8/E/2018 l’Agenzia ha chiarito che sono valide le carte emesse sia da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione di cui all’art. 7, 6° comma, DPR 605/1973, sia da soggetti non tenuti a tale comunicazione.

Come effettuare i pagamenti di carburante nel 2019

Dunque in base alle nuove norme, come bisognerà effettuare i pagamenti di carburante nel 2019 per ottenere le detrazioni fiscali? Se con l’uso della carta carburante si potevano tranquillamente utilizzare i contanti, a partire dal 1 gennaio 2019 cambierà tutto. Come definito dalla nuova legge infatti, i costi per il carburante che potranno essere detratti saranno esclusivamente quelli che potranno essere tracciati senza problemi. Questo è infatti il punto cardine sul quale ha spinto il nuovo governo che di fatto ha abrogato la vecchia carta carburante, in vigore dunque fino al 31 dicembre 2018.

Per effettuare i pagamenti di carburante nel 2019 sarà indispensabile l’utilizzo di carte di credito, carte di debito oppure carte prepagate. Tutto ciò favorisce l’utilizzo appunto della moneta elettronica, che è sicuramente il metodo ideale per permettere la tracciabilità di tutte le spese. È bene ripetere che quanto appena detto vale esclusivamente per tutti coloro che siano titolari di partita IVA. Per i clienti che riforniscono la propria automobile per uso privato non ci saranno modifiche e si potrà utilizzare senza problemi il metodo di pagamento che si preferisce.

In realtà nemmeno i liberi professionisti sono obbligati ad utilizzare il pagamento con carta. Nessun punto della legge vieta infatti l’utilizzo di contanti per l’acquisto di carburante, come è ovvio che sia. La differenza rispetto al passato è che nel 2019 il pagamento con carte di credito, debito o prepagate è l’unico che permette la detrazione dei costi dalle tasse. Dunque non si tratta di un obbligo, tuttavia i lavoratori autonomi avranno tutto l’interesse di effettuare i pagamenti senza l’utilizzo dei contanti. Da un certo punto di vista possiamo dire che era arrivato il momento di tale modifica, che renderà tutto più semplice e soprattutto tracciabile.

Le modifiche di cui abbiamo parlato finora, sebbene puntino a risolvere il problema dell’autocertificazione, hanno portato anche a diverse polemiche. Considerando che per ogni operazione di rifornimento deve essere emessa una fattura elettronica, questo sarà un problema per i benzinai che dovranno mettersi in regola. Inoltre dal punto di vista dei liberi professionisti e delle aziende le modifiche non semplificheranno la gestione contabile e fiscale, dovuto all’emissione di singole fatture per ogni rifornimento. In questo senso veniva dunque preferita la “vecchia” carta carburante. Infine, anche dal punto di vista dei costi di gestione delle imprese, il nuovo metodo di detrazione dalle tasse dei costi per il carburante non sembrerebbe volto a contenere i costi. Dunque come per tutte le modifiche non mancano le polemiche, ma nonostante ciò dovremo presto abituarci alla nuova fatturazione elettronica.



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