Regime Forfettario 2018 Requisiti, limiti e tassazione

Tutto quello che c’è da sapere sul nuovo regime forfettario 2018. Vediamo nel dettaglio i requisiti necessari per poter usufruire del regime forfettario e quali sono i limiti reddito ATECO. Infine analizzeremo nel dettaglio la tassazione prevista per liberi professionisti e imprese, con i vantaggi fiscali del nuovo regime forfettario.

Regime Forfettario 2018: requisiti necessario per accedere

Il regime forfettario rappresenta un regime fiscale che agevola alcune categorie di lavoratori autonomi e imprese. In particolare si riferisce alla categoria delle piccole e medie imprese, che potranno ottenere una tassazione decisamente vantaggiosa in modo da poter sviluppare al meglio la propria attività. Il regime forfettario è stato introdotto per la prima volta nel 2014 tramite la Legge di Stabilità. Nel corso degli anni sono state apportate alcune importanti modifiche soprattutto dal punto di vista dei requisiti necessari per poter aver accesso alle agevolazioni. Dopo le modifiche apportate con la nuova Legge di Stabilità del 2016, anche per il 2018 sono previsti ulteriori aggiornamenti, frutto della proposta di legge presentata dalla Lega di Salvini. Vediamo dunque nel dettaglio le caratteristiche del regime forfettario 2018 partendo proprio dai requisiti di accesso, che rappresentano il vincolo da superare per poter usufruire delle importanti agevolazioni previste da questo regime fiscale.

I requisiti previsti per il regime forfettario 2018 riguardano in particolare i guadagni dell’impresa, che non devono superare una determinata soglia fissata. Innanzitutto, per quanto riguarda l’anno passato, è necessario che non vengano superati i limiti che illustreremo meglio nei prossimi paragrafi. È bene comunque sottolineare che tali limiti dipendono dall’attività produttiva che si esercita, specificata con il relativo codice ATECO. Inoltre, sempre nel corso dell’ultimo anno, i liberi professionisti e le imprese che vogliono accedere al regime forfettario 2018 non possono aver sostenuto una spesa superiore ai 5.000 euro lordi di lavoro accessorio. Tra queste spese figurano anche quelle per i lavoratori dipendenti, senza distinzione per il tipo di contratto. Nel conto delle spese che devono necessariamente essere al di sotto dei 5.000 euro bisogna considerare anche tutte le spese per prestazioni di lavoro effettuate da lavoratori esterni e tutti gli importi erogati agli associati sotto forma di utili da partecipazione.

Infine nel regolamento relativo al nuovo regime forfettario 2018 viene sottolineato come non possano usufruire del trattamento fiscale agevolato tutti i lavoratori autonomi e le piccole e medie imprese con un costo degli ammortamenti per beni strumentali superiore alla soglia di 20.000 euro lordi. Per quanto riguarda quest’ultimo requisito è bene specificare nel dettaglio quali sono i beni strumentali che contribuiscono alla spesa in questione. Innanzitutto sono considerati tutti i beni in locazione finanziaria, cioè l’importo che deve essere pagato dal concedente. Allo stesso modo sono compresi i beni in locazione, noleggio e comodato. A tali spese vanno poi aggiunti gli ammortamenti per i beni promiscui detenuti dall’impresa per uso personale e familiare. Questa voce viene considerata solamente per il 50% del valore effettivo dei beni. Infine sono compresi nella spesa complessiva i beni immobili acquisiti oppure solamente utilizzati per la propria attività.

Limiti reddito ATECO e soglie ricavi del nuovo Regime Forfettario 2018

Abbiamo visto dunque quali sono i requisiti necessari per accedere al trattamento fiscale agevolato previsto dal regime forfettario 2018. In particolare tra questi requisiti c’è quello relativo ai guadagni ottenuti nell’ultimo anno dal lavoratore autonomo oppure dalla piccola o media impresa. Tali guadagni non possono superare una determinata soglia, definita dai limiti riportati nel regolamento del regime forfettario 2018. Come già detto in precedenza, i limiti sul reddito vengono definiti in base al codice ATECO associato all’impresa. Ma cos’è il codice ATECO? Si tratta della classificazione delle attività economiche definita ufficialmente dall’Agenzia delle Entrate. Dunque individuando l’attività svolta dalla propria impresa in base a tale classificazione è possibile individuare facilmente i limiti di reddito. Vediamo dunque nel dettaglio i limiti di reddito previsti dal regime forfettario 2018 per ogni categoria di attività e i relativi compensi.


Per quanto riguarda le imprese che operano nel settore dei prodotti alimentari e delle bevande, il regime forfettario 2018 prevede un coefficiente di redditività pari al 40%. Il limite di reddito è inoltre passato da essere pari a 35.000 euro agli attuali 45.000 euro. Per le imprese e le società che si occupano invece di commercio all’ingrosso e al dettaglio, la soglia di compensi è passata dai 40.000 euro ai 50.000 euro, con un tasso di redditività sempre del 40%. La stessa redditività è prevista anche per il commercio ambulante di cibi e bevande, con la differenza che in questo caso i limiti di reddito previsti sono più bassi: dai 30.000 euro la soglia sale a 40.000 euro con il nuovo regime forfettario 2018. Per quanto riguarda invece il commercio ambulante per prodotti di altro genere, il coefficiente di redditività previsto dal regime forfettario 2018 è più alto e pari al 54%. Il limite di reddito da non superare per aver accesso al trattamento agevolato passa in questo caso dai 20.000 euro ai 30.000 euro. Sempre rimanendo nel settore del commercio, ma considerando in particolare gli intermediari, viene definita una redditività del 62%. Il limite di reddito previsto per questa categoria definita dal codice ATECO passa dal 15.000 euro ai 25.000 euro.

Un altro dei settori dell’economia considerati dal regime forfettario 2018 è quello delle costruzioni. Per i lavoratori autonomi e le società che si occupano di costruzioni il limite previsto per accedere al nuovo regime fiscale passa dai 15.000 euro ai 25.000 euro, con un coefficiente di redditività piuttosto alto e pari all’86%. Per quanto riguarda le piccole e medie imprese che si occupano di servizi di alloggio e ristorazione, è prevista una redditività del 40%, con una soglia di ricavi che passa dai 40.000 euro ai 50.000 euro. È importante considerare anche come si modificano con il regime forfettario 2018 le soglie di ricavi per i professionisti, che passano dai 15.000 euro ai 25.000 euro, con un coefficiente di redditività del 78%. Infine, per quanto riguarda le altre attività, che non fanno parte di quelle appena elencate, è fissata una redditività del 67% e le soglie di ricavi con il nuovo regime fiscale passano dai 20.000 euro ai 30.000 euro.

Tassazione del Regime Forfettario 2018: vantaggi fiscali rispetto al passato

Il nuovo regime forfettario 2018 presenta dunque numerose differenze rispetto al passato. Innanzitutto è bene sottolineare un’importante differenza per quanto riguarda il calcolo del reddito. Se in passato era calcolato semplicemente come la differenza tra ricavi e costi, con il nuovo regime forfettario viene calcolato applicando al reddito complessivo dato dalla somma di ricavi e uscite il coefficiente di redditività relativo all’attività economica svolta (che potete trovare nei paragrafi precedenti). La tassazione consiste dunque in un’aliquota pari al 15% applicata al reddito calcolato in questo modo. Tra i vantaggi del nuovo regime forfettario 2018, probabilmente il più importante è quello per cui vengono eliminati i vincoli sul limite di età per l’accesso al trattamento fiscale agevolato. L’unico vincolo come abbiamo visto riguarda il limite di reddito dell’impresa, che in base all’attività svolta varia tra i 30.000 euro e i 50.000 euro. In questo senso dunque è sicuramente un’ottima opportunità per coloro che abbiano un’età superiore a quella prevista in precedenza dal vecchio regime forfettario, in modo da poter usufruire del trattamento fiscale estremamente vantaggioso.

Tra i vantaggi del regime forfettario 2018 che riguardano la tassazione è bene specificare alcune agevolazioni rivolte a particolari categorie di imprese. Abbiamo già detto che per i contribuenti che accedono al regime forfettario è prevista un’aliquota fiscale pari al 15%. Per quanto riguarda le imprese familiari, l’imposta sostitutiva prevista viene calcolata sul reddito al lordo degli importi assegnati ai familiari che lavorano appunto per l’impresa. Nel caso in cui tali familiari non siano fiscalmente a carico, la procedura di calcolo della tassazione rimarrà la stessa prevista per tutte le altre imprese. Per concludere il quadro della tassazione prevista per le società che operano in regime forfettario, è bene sottolineare un’importante agevolazione prevista per tutte le nuove start up. Questa categoria di imprese è spesso tutelata dal punto di vista fiscale, in modo da incentivare lo sviluppo di nuove attività, soprattutto per quanto riguarda i giovani e le regioni d’Italia con il più alto tasso di disoccupazione.

L’agevolazione prevista dal regime forfettario 2018 offre un aiuto concreto a tutte le nuove start up, in particolare per quanto riguarda i primi 5 anni di attività. Per questi anni la tassazione viene ridotta arrivando a solamente il 5%. Una volta passati i 5 anni di attività verrà applicata la classica aliquota del 15%. Per usufruire di questa riduzione della tassazione è necessario rispettare alcuni requisiti. In particolare il contribuente che vuole ottenere la riduzione della tassazione non può aver esercitato attività di impresa, arte o professione nei 5 anni che precedono l’inizio della nuova attività. Inoltre l’attività per la quale si vuole richiedere l’agevolazione fiscale non può essere la semplice prosecuzione di un’altra attività svolta in precedenza, a meno che la vecchia attività non rientri nella pratica obbligatoria per lo svolgimento della propria professione. Infine, nel caso in cui la nuova attività sia un semplice cambio di gestione di una vecchia attività commerciale, è necessario che quest’ultima non abbia ottenuto ricavi superiori ai limiti del regime forfettario 2018.



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