Codice Ateco per il Procacciatore d’Affari: guida utile per intraprendere professione

Sempre più spesso un’opportunità lavorativa e professionale che viene intrapresa dai giovani ed anche dai meno giovani è quella del Procacciatore d’Affari.

Spesso per iniziare a lavorare viene nel 95% dei casi indagati la necessità di intraprendere la professione di Procacciatore d’Affari con un rapporto di collaborazione che può essere continuativo o occasionale.

Per chi si avvicina per la prima volta a questo lavoro, è necessario Aprire Partita Iva e procurarsi Codice Ateco procacciatore affari che rappresenta uno degli aspetti essenziali da conoscere.

Ecco una guida utile per procedere ed intraprendere la professione di Procacciatore d’Affari: chi è, requisiti, apertura Partita IVA e lettera di incarico.

Chi è il Procacciatore d’Affari?

Iniziamo questa guida dedicata alla figura del Procacciatore d’Affari che professionalmente è un soggetto che mette in contatto due parti affinché queste concludano un affare.

Si tratta di un intermediario che percepisce una provvigione a carico della parte venditrice, definita a priori anche se non esiste una vera e propria regolamentazione.

Si tratta infatti di un contratto di collaborazione atipico, i cui requisiti sono ascrivibili ai seguenti:

  • figura commerciale che consente all’imprenditore interessato di espandere la sua attività commerciale e generare un giro d’affari crescente,
  • mettere in contatto le due parti affinché queste concludano un affare,
  • retribuzione a provvigione a carico della parte venditrice,
  • nessun vincolo di esclusiva dato che può operare per una o più ditte in modo occasionale oppure continuativo,
  • nessuna pendenza penale per operare come procacciatore d’affari.

Per svolgere l’attività di procacciatore d’affari occasionale è possibile operare con ritenuta d’acconto, altrimenti è necessario aprire Partita IVA, in particolare quella forfettaria.

Infatti, nel caso in cui l’attività di procacciatore d’affari sia svolta in modo continuativo (se gli introiti eccedono i 5.000 euro di provvigioni in un esercizio fiscale) occorre aprire la Partita IVA, iscriversi al Registro delle Imprese in qualità di “ditta individuale” e comunicare Codice ATECO.

Lettera d’incarico, apertura P.IVA e Codice ATECO

L’unico inquadramento che il procacciatore riceve dalla società per la quale collabora è la “Lettera d’incarico” o lettera di procacciamento affari, che contiene l’indicazione dell’ammontare delle provvigioni, la modalità di pagamento delle stesse e i patti di non concorrenza.

Si tratta di una figura professionale assunta con contratto di lavoro atipico che richiede come tutte le professioni autonome l’apertura della Partita IVA, per questo è importante affidarsi per gli aspetti fiscali e contributivi ad un Commercialista di fiducia.

Per lavorare come procacciatore d’affari occasionale, non è necessario aprire la Partita IVA, se invece l’attività diventa professionale e continuativa, occorre aprirla necessariamente.

Anche nel caso in cui si espleti l’attività in via occasionale, occorre prestare attenzione che il fatturato non superi i 5.000 €. In tali casi è sufficiente utilizzare il proprio codice fiscale ed emettere notula per prestazione occasionale.

Negli altri casi, occorre aprire Partita IVA e procedere con iscrizione al Registro delle Imprese; inoltre occorre comunicare Codice ATECO 46.19.02 – Procacciatori d’affari di vari prodotti senza prevalenza di alcuno.

Questo Codice è adatto a chi si impegna nella vendita di prodotti differenti tra loro oppure per prodotti o servizi per il quale non esiste un codice specifico. Esistono quindi anche codici più specifici come il “46.16.08 Procacciatori d’ affari di prodotti tessili, abbigliamento, pellicce, calzature e articoli in pelle”.

La Camera di Commercio non chiede documentazione specifica per la pratica eccetto carta di identità in corso di validità e la procura firmata a favore del professionista incaricato.

Si ricorda che il procacciatore d’affari non deve iscriversi all’Enasarco ma deve iscriversi all’INPS per la regolarizzazione dei contributi previdenziali.



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