200 milioni di Bollette non pagate: pagheranno gli utenti

Il 2018 sarà un anno ricco di rincari e di sorprese: oltre 200 milioni di Bollette non pagate saranno addebitate in fattura a chi invece è in regola con gli adempimenti.

A stabilirlo è una delibera emanata da ARERA (Autorità per l’Energia): questa decisione comporterà un vero salasso per i contribuenti che adempiono regolarmente alle spese di energia elettrica. Ecco le ultime news e quanto i consumatori non morosi dovranno pagare per il principio di “solidarietà contributiva”.

Delibera ARERA: addebiti in bolletta ai non morosi

Ancora una volta un ennesimo caso di ingiustizia: il fenomeno dei “furbetti delle bollette che per anni ha cagionato il fallimento di molte imprese operanti nel comparto dell’energia elettrica e delle public utilities, ora rischia di avere conseguenze nefaste e negative sulla moltitudine di contribuenti che ha sempre regolarmente adempiuto ai propri doveri.

Gli oneri degli utenti morosi non dovranno essere pagati dalle imprese elettriche ma verranno a gravare sulle tasche degli utenti finali che pagano regolarmente le utenze domestiche: a stabilirlo è una Delibera di ARERA (l’Autorità per l’Energia).

Un principio di “solidarietà contributiva” ha dichiarato la stessa Authority: ciò cagionerà per i prossimi mesi un netto aumento sulle utenze domestiche (energia elettrica) di chi, invece, le bollette le ha sempre pagate regolarmente.

200 milioni sarebbero gli euro non regolarmente adempiuti da parte dei “furbetti” e morosi saranno addebitati, nei prossimi mesi, a tutti gli altri cittadini che adempiono alle proprie obbligazioni in modo regolare.

A stabilirlo è la stessa Autorità per l’Energia con la deliberazione 50/2018/R/EEL che ha recepito in via transitoria le indicazioni del Consiglio di Stato contenuto nella sentenza 2182/2016 e le successive sentenze del Tar di Lombardia 237/2017, 238/2017, 243/2017 e 244/2017.

Se, nelle prime sentenze era stato sancito che le gli oneri inadempiuti dovessero ricadere sulle stesse imprese elettriche, gli ultimi orientamenti giurisprudenziali hanno sancito quanto segue:

la legge pone in capo ai clienti finali, e non alle imprese di vendita, gli oneri generali di sistema con la conseguenza che l’Autorità non avrebbe il potere di integrare il contratto di trasporto mediante un sistema di garanzie che pone a carico dell’utente del trasporto il rischio del mancato incasso degli oneri generali di sistema da parte dei clienti finali.”

Parimenti, il Tar della Regione Lombardia sarebbe pervenuto alle medesime conclusioni: l’obbligo di versare gli oneri generali di sistema e di adempiere regolarmente al pagamento delle imposte dovute allo Stato deve gravare sulle tasche dei clienti finali.

Delibera Arera: la polemica e la vicenda

La polemica è nata dopo l’uscita della delibera di Arera 50/2018 lo scorso mese di febbraio: gli oneri di sistema (una voce della bolletta slegata dal consumo della luce) che gli utenti pagano direttamente agli operatori energia elettrica, vengono girati ai distributori di energia, i quali li versano nelle casse del Gse o del Gestore Servizi Elettrici.

Dato che i distributori di energia elettrica anticipano il denaro, nel caso in cui si verifichi l’inadempienza, vengono ad insorgere crediti inesigibili.

La delibera Arera prevede che questi oneri ora vadano a ricadere a sua volta sul cliente finale, mentre fino a poco tempo fa il rischio legato alla morosità era esclusivamente in capo a venditori e distributori che hanno sempre anticipato i soldi, indipendentemente dal fatto che li avessero incassati.

In buona sostanza, l’Autorità ha proposto di far pagare gli oneri di sistema con le stesse modalità in cui oggi paghiamo il canone Rai: si tratta di un modo per “mettere in sicurezza il sistema di esazione” provocando un vero “salasso” per i consumatori gravati da un “aumento complessivo e incontrollato degli oneri generali”.



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