Ravvedimento 2018: novità e come funziona?

A partire dal 1 gennaio 2018 ci saranno novità interessanti in materia di ravvedimento operoso, sanzioni e interessi. Quali sono le maggiori novità in vista? Come funzioneranno le nuove modalità di ravvedimento intermedio e lunghissimo? Scopriamolo in questa guida utile al soggetto contribuente.

Che cos’è il Ravvedimento 2018?

Il ravvedimento operoso 2018 è il nuovo strumento previsto ed introdotto dall’art. 13 del Decreto Legislativo n.472 del 1997 e successive modificazioni che consente ad ogni soggetto contribuente (cittadino o impresa) di poter sanare spontaneamente la sua posizione con l’Amministrazione fiscale in caso di violazioni (omissioni, pagamenti insufficienti o sbagliati, presentazione di dichiarazioni e comunicazioni in ritardo, etc.).

In buona sostanza sembrerebbe non essere cambiato nulla dall’attuale normativa che disciplina il ravvedimento operoso, ma in effetti ci sono dei cambiamenti che occorre analizzare.

Il Ravvedimento operoso per il 2018 rimane un tool fiscale ed una possibilità offerta al soggetto contribuente di rimediare ad errori, omissioni, ritardi e dimenticanze circa il pagamento delle tasse, versamento IVA, invio comunicazioni obbligatorie all’Agenzia delle Entrate etc.

Si tratta di errori, violazioni ed omissioni di natura tributaria che risultano essere sanabili dal soggetto contribuente mediante il pagamento di una sanzione ridotta, in percentuale diversa a seconda dei giorni di ritardato adempimento.

Inoltre, il calcolo e versamento degli interessi di mora legali sono calcolati in base al tasso legale annuale. Tale possibilità riguarda i tributi e tasse che devono essere versate al Fisco, in buona sostanza riguarda: IRPEF, IVA, IRAP, imposta di registro, ipotecaria, catastale, imposta di bollo, etc.

Novità Ravvedimento 2018: quali sono?


Ecco le principali novità riguardanti il Ravvedimento 2018, il primo tra tutti riguarda l’introduzione di due nuovi tipi di ravvedimento riferita ai tributi dovuti all’Amministrazione tributaria.

Si tratta di due nuove modalità attraverso le quali il contribuente sarà chiamato a ravvedersi:

  • Ravvedimento intermedio: pagamento entro 90 giorni e sanzione ridotta a 1,5%. Riguarda tutti i tributi e l’adempimento deve avvenire entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione o dall’omissione o dall’errore;
  • Ravvedimento lunghissimo: pagamento entro 2 anni dal termine per la presentazione della dichiarazione in caso di errori o omissioni, con una sanzione ridotta pari ad 1/7 del minimo (4,29%);
  • Ravvedimento oltre i 2 anni con sanzione ridotta a 1/6 del minimo. Si tratta di una modalità che può essere utilizzata solo nel caso di tributi che devono essere versati alle casse dell’Agenzia delle Entrate. NON interessa i tributi comunali.

Inoltre, sarà data la possibilità di ravvedersi dopo aver ricevuto un processo verbale di constatazione con una sanzione ridotta a 1/5 del minimo.

Per l’anno 2018 è confermata l’abolizione che dall’anno 2016 riguarda alcuni istituti come l’adesione ai processi verbali di constatazione.

Riviste anche le scadenze per la notifica delle cartelle di pagamento o l’inizio degli accertamenti nel caso in cui venga presentata una dichiarazione integrativa che sana la violazione o l’errore. Si tratta di termini che partono dal momento in cui viene presentata la nuova dichiarazione integrativa.

Ravvedimento 2018: cosa sanare?

Il Ravvedimento Operoso 2018 può essere utilizzato da tutti i contribuenti che intendono mettersi in regola con l’Amministrazione fiscale pagando le imposte omesse o parzialmente versate quali:

  • IVA;
  • Imposte sui redditi (Irpef, Ires);
  • Accise/ Monopoli;
  • Imposte sostitutive Contribuenti Minimi e Forfettari;
  • Ritenute sui redditi da lavoro e sui redditi da capitale;
  • Imposta sostitutiva sulle vendite immobiliari;
  • Modelli Intrastat – Compilazione Elenchi Intrastat;
  • Irap;
  • Diritto camerale annuale;
  • Addizionale regionale e comunale all’Irpef;
  • IMU e TASI
  • Accise, imposta di consumo e di fabbricazione;
  • Tributi speciali catastali, imposta di registro locazioni, interessi, sanzioni e oneri accessori per l’attribuzione d’ufficio della rendita presunta;
  • Avviso Bonario: multe, Canone Rai, Bollo Auto, Superbollo;
  • Tarsu/Tari, Tosap/Cosap TARI 2016/2017 etc. etc.

 



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