Soggetti iscritti all’Aire: guida all’assistenza sanitaria

Ad oggi, numerosi sono gli italiani che, in cerca di una vita migliore o per altre esigenze, decidono di andar a vivere fuori dall’Italia. Infatti ci arrivano sempre più spesso domande su come aprire una LTD mantenendo o trasferendosi all’estero

Chi decide di trasferirsi stabilmente all’estero è tenuto alliscrizione all’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero): elenco di soggetti italiani che hanno deciso di trasferirsi stabilmente all’estero, cancellando, di fatto, la loro residenza in Italia.

Cosa comporta l’iscrizione all’Aire

L’iscrizione comporta numerosi vantaggi, soprattutto ai fini fiscali, ma l’elemento che fa preoccupare i potenziali iscritti riguarda la rinuncia del diritto all’assistenza sanitaria italiana. Per questo motivo, molta gente è abbastanza titubante.

Il cittadino italiano che trasferisce la propria residenza all’estero, con conseguente iscrizione all’AIRE, perde il diritto all’assistenza sanitaria italiana. Tale perdita avviene automaticamente nel momento in cui ci si iscrive all’AIRE e il Comune Italiano presso cui si era registrati (A.P.R) comunica alla ASL la cancellazione della residenza italiana.

In altri termini, l’iscrizione all’Aire, comporta la perdita dell’assistenza del medico di base. Non solo, perde anche altri due diritti fondamentali in ambito sanitario:

  • possibilità di acquistare medicinali attraverso il Ticket;
  • diritto all’assistenza sanitaria ospedaliera tramite mutua.

Tutto questo perché si presume che, trasferitosi stabilmente all’estero, non si abbia più bisogno di comprare medicine in Italia o essere ricoverato una qualsiasi struttura ospedaliera italiana.

Soggetti che non perdono il diritto all’assistenza sanitaria

Ovviamente, la perdita all’assistenza sanitaria, causa iscrizione all’Aire, non riguarda la totalità dei soggetti, infatti, per determinati di essi, è previsto che venga comunque garantita l’assistenza sanitaria italiana nonostante vivono all’estero:

  • dipendenti delle Amministrazioni Statali;
  • personale militare italiano, anche di leva, in servizio all’estero;
  • personale docente o non docente, di ruolo e non di ruolo, in servizio presso le Istituzioni scolastiche e culturali italiane all’estero;
  • personale degli Enti pubblici che lavora presso gli uffici degli Enti stessi all’estero;
  • impiegati con rapporto di lavoro regolato a legge italiana, o con contributi previdenziali italiani;
  • familiari che seguono il lavoratore all’estero;
  • lavoratori residenti all’estero che hanno un rapporto di lavoro disciplinato dalla legge italiana per lo svolgimento dell’attività all’estero;
  • religiosi del clero che svolgono attività all’estero;
  • collaboratori familiari al servizio delle rappresentanze diplomatiche e consolari;
  • lavoratori autonomi che svolgono all’estero un’attività lavorativa per periodi di tempo limitato;
  • titolari di borse di studio presso Università o Fondazioni estere legalmente riconosciute;
  • cittadini temporaneamente all’estero, titolari di pensione corrisposta dallo Stato o da Istituti Previdenziali italiani, che documentino attività lavorativa all’estero per conto dello Stato italiano;
  • invalidi di guerra o per causa di servizio residenti all’estero.

Cosa succede se un soggetto iscritto all’Aire rientra temporaneamente in Italia

Quando un soggetto, iscritto AIRE o titolare di una pensione italiana, rientra in Italia ha diritto all’assistenza sanitaria limitata alle sole prestazioni ospedaliere urgenti, per un periodo massimo di 90 giorni annui, anche non continuativi, purché quest’ultimo non sia beneficiario di una copertura assicurativa.

E’ necessario, però, al fine di ottenere tale assistenza essere in possesso una dichiarazione dello status di cittadino italiano residente all’estero rilasciata dal Consolato Generale Italiano nel Paese di espatrio. In casi estremi può essere sufficiente anche un’autocertificazione.

E’ bene sottolineare che vi sono delle situazioni particolari in relazione al paese dove il soggetto è espatriato:

  • espatrio in Paese UE, i soggetti iscritti al Servizio Sanitario Nazionale in Italia (SSN), hanno la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM). Con tale tessera hanno il diritto di accedere ai servizi sanitari nei Paesi dell’Unione Europea. Quindi possederla consente di superare il divieto di assistenza;
  • espatrio extra UE con convenzione, in questo caso viene meno anche la tessera TEAM, ma si ha diritto all’assistenza sanitaria per un periodo inferiore ai 30 giorni. Oltre i 30 giorni è necessario richiedere la reiscrizione temporanea all’ASL con un’autocertificazione.
  • espatrio extra UE senza convenzione,  non essenso in vigore alcuna convenzione con l’Italia, gli italiani espatriati in questi paesi perdono il diritto all’assistenza sanitaria italiana, all’atto dell’iscrizione all’AIRE, fatta eccezione per i lavoratori di diritto italiano in distacco. Pertanto per ottenere l’assistenza è necessaria dichiarazione dello status di cittadino italiano residente all’estero rilasciata dal Consolato Generale Italiano nel Paese di espatrio.


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