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Abolizione Equitalia: cosa cambia sul pignoramento conti correnti

Addio a Equitalia e dal 1 luglio 2017 è nato  il nuovo Ente Agenzia delle entrate-Riscossione, come previsto dal Decreto legge n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n.225/2016.

Dal 1° luglio 2017 le società del gruppo Equitalia sono state definitivamente sciolte (tranne Equitalia Giustizia) ed è nato l’ente pubblico economico, Agenzia delle entrate-Riscossione che espleta l’esercizio delle funzioni relative alla riscossione sull’intero territorio nazionale (Sicilia esclusa). Il neo battezzato ente è sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

E’ cambiato anche il portale internet, raggiungibile all’indirizzo www.agenziaentrateriscossione.gov.it, dove gli utenti ed i contribuenti hanno a disposizione un vero e proprio sportello virtuale: entrando nell’area riservata con le credenziali di accesso è possibile controllare la propria situazione debitoria, pagare cartelle e avvisi, chiedere e ottenere una rateizzazione fino a 60 mila euro, sospendere la riscossione nei casi previsti dalla legge, richiedere il servizio di alert SMS – Se Mi Scordo, delegare un intermediario, visualizzare i documenti, anche quelli relativi alla Definizione agevolata. E, in materia di pignoramento di conti correnti, che cosa è cambiato?

Pignoramento dei conti correnti presso terzi: Procedimento ordinario

Il pignoramento dei conti correnti bancari rientra nel più ampio genus della espropriazione dei crediti presso terzi e rappresenta uno strumento di riscossione coattiva dei crediti erariali che Equitalia ha sempre utilizzato, nell’esercizio delle sue funzioni di recupero dei crediti erariali.

La disciplina di riferimento è quella rinvenibile nell’art. 72-bis del D.P.R. n. 602/1973 che richiama quanto contenuto nelle disposizioni artt. 543 e ss. c.p.c.  Il dl 203/2005 ha introdotto l’art. 72 bis del DPR 602/1973, il quale prevede l’azione diretta da parte di Equitalia sui crediti del debitore detenuti da terzi (ivi comprese le eventuali somme sul conto corrente). La norma, inoltre, prevede l’intervento dell’Autorità giudiziaria in via eventuale laddove il terzo pignorato o il contribuente stesso abbiano elementi validi per contestare l’azione dell’Agente della riscossione.


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In particolare, Equitalia procede alle azioni esecutive solo dopo che il contribuente non ha dato seguito agli atti che gli sono stati notificati (cartella di pagamento, solleciti di pagamento, avvisi di intimazione), né provvedendo al loro pagamento, neanche in forma rateale, né contestandone il contenuto”. L’interazione delle banche dati introdotta dal dl 193/2016 va nella direzione di poter migliorare l’attività di riscossione che non si muoverà più ‘a fari spenti’ relativamente alle azioni esecutive ma soprattutto di limitare al minimo, grazie ad informazioni più puntuali, l’impatto sul debitore e sulle sue attività professionali.

Pignoramento dei conti correnti: Procedimento da parte del Fisco

Se il creditore è il Fisco, la procedura di pignoramento è molto più snella e veloce ed è quella prevista dall’art. 72-bis del D.P.R. 602/1973.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione può procedere al pignoramento del conto corrente senza l’autorizzazione dell’Autorità giudiziaria, in quanto la notifica della cartella di pagamento costituisce di per sé il titolo esecutivo, al pari dell’atto di precetto nel procedimento ordinario.

La notifica della cartella viene fatta prima all’istituto di credito, al fine di permettergli il congelamento delle somme, e poi al debitore. Non c’è citazione in giudizio né udienza. Decorsi 60 giorni dalla notifica, senza che il debitore abbia pagato, l’istituto di credito è obbligato a versare le somme direttamente al Fisco, senza l’autorizzazione del Tribunale. Un utilissimo consiglio che posso dare per evitare pignoramenti sul conto, è quello di rateizzare il dovuto.

 


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