Inps e soci di Srl: quando è obbligatorio versarli?

Quando apri un’attività, dopo aver scelto la forma giuridica, la prima cosa che ti domandi e ci domandi, è: devo o non devo versare i contributi Inps? E se devo, quanto devo versare? I contributi Inps non sono un imposta. In secondo luogo non sei tenuto sempre a versarli, ma solo in determinati casi. Non tutti, infatti, sono tenuti a pagarli. Il caso che prenderò in esame oggi è quello relativo ai contributi Inps dei soci di Srl.

Cosa sono i contributi INPS?

I contributi sono quei versamenti obbligatori – cui percentuale calcolata sulla retribuzione o sul reddito di lavoro – che devi versare a favore di un ente preposto. La loro funzione è quella di finanziare prestazioni previdenziali o assistenziali.

Esistono due tipologie di contributi:

  • assistenziali, quelli versati all’Inps (Istituto Nazionale Previdenza Sociale) o all’Inail (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) che ti servono per ottenere una copertura dei rischi legati a malattie ed infortuni sul lavoro.
  • previdenziali, versati all’Inps (per il settore privato) – quelli che tratteremo oggi – che ti servono per ottenere la pensione alla fine della vita lavorativa.

I contributi Inps anche se non sono una vera e proprio imposta – erroneamente – dall’imprenditore vengono visti come tale.

Il versamento dei contributi Inps è sempre obbligatorio a partire dall’inizio di qualunque attività lavorativa, ma non tutti sono tenuti a versarli.

L’obbligo ricade sia sul lavoratore – viene effettuata automaticamente una trattenuta sulla sua retribuzione lorda – che sul datore di lavoro. Quest’ultimo dovrà provvedere versare – obbligatoriamente – le trattenute all’INPS entro il 16 del mese successivo a quello dell’ultimo periodo di paga.

Anche i lavoratori autonomi sono tenuti a versare i contributi Inps, penso ad un artigiano che apre ditta individuale, è tenuto a versare i contributi Inps Artigiani e Commercianti.

Stessa cosa succede per il professionista. In questo caso però:

  • se esercita attività professionale appartenente ad un ordine professionale, versa i contributi presso il proprio Albo;
  • se esercita attività professionale – non appartenente ad alcun ordine – versa i contributi Inps Gestione Separata.

E quando parliamo di Srl come ci comportiamo? Quando parliamo di Srl, la situazione comincia ad essere ben diversa e se prendiamo in considerazione la posizione dei soci è necessario fare le dovute differenze.

Nella Srl, oltre ai soci, abbiamo anche all’amministratore.

L’amministratore è tenuto a versare i contributi Inps Gestione Separata se svolge solo la funzione di amministratore, ovvero percepisce un compenso, determinato tramite delibera assembleare. Mentre deve versare ANCHE quelli Artigiani e Commercianti quando oltrE all’attività amministrativa, svolge anche attività lavorativa, cioè partecipa attivamente alla vita della società.

I soci, come dicevamo, possono essere distinti in due tipologie:

  • soci lavoratori;
  • soci non lavoratori.

I primi – oltre ad aver versato il capitale in fase di costituzione della Srl – partecipano anche all’attività lavorativa della Srl.

I secondi – invece – non svolgono alcuna attività lavorativa ma – in fase di costituzione – hanno apportato solo il capitale. In buona sostanza sono semplici investitori che – se l’azienda ha utili – hanno diritto ai loro dividendi, altrimenti hanno “perso” – al momento la momento – il loro investimento.

Socio Lavoratore e Socio non lavoratore, chi deve versare i contributi Inps?

A versare i contributi Inps è solo la prima categoria di soci: i soci lavoratori, i quali sono tenuti a versare i contributi Inps in quanto titolari di reddito d’impresa.

I soci non lavoratori – invece – non sono tenuti ad alcun versamento, poiché hanno versato il loro capitale in attesa di un guadagnano e, perciò, sono titolari di un eventuale reddito di capitale.

Distinzione tra reddito d’impresa e reddito di capitale

Sulla base di quanto scritto sopra, capiamo la differenza che c’è tra le due tipologie di reddito.

Il reddito d’impresa è che deriva dall’esercizio di imprese commerciali. Sono titolari di reddito d’impresa tutti coloro che svolgono attività:

  • industriale diretta alla produzione di beni o di servizi;
  • intermediaria nella circolazione dei beni;
  • di trasporto per terra, per acqua o per aria;
  • bancaria o assicurativa.

Viene distinto dai redditi fondiari di capitale, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo e dai redditi diversi, al fine di determinare la base imponibile sulla quale poi verrà calcolata la percentuale di tassazione delle imprese.

Il reddito di capitale – pur se non viene definito direttamente dal TUIR (Testo Unico Imposte sui Redditi) – è quel reddito che ne deriva da un investimento di denaro. Possono essere redditi di capitale:

  • dividendi, proventi derivanti dalla partecipazione al capitale o al patrimonio di società o enti soggetti ad Ires;
  • interessi, proventi derivanti dalla concessione di un prestito sotto forma di mutuo o altre forme.

Non sono configurabili come reddito di capitale, invece, i seguenti:

  • plusvalenze, capital gain, derivanti dalla cessione di obbligazioni o azioni. Questi, infatti, rientrano nella categoria dei redditi diversi;
  • gli interessi non derivanti dall’impiego di capitale: interessi che ti risarciscono di un danno o quelli riconosciuti dopo aver chiesto una dilazione di pagamento. Questi redditi fanno parte della stessa categoria per la quale maturano: redditi di lavoro e redditi d’impresa.

Se non ti è chiaro, ecco alcuni esempi su chi deve pagare INPS in caso di socio di SRL

Detto questo, esemplifichiamo per fare chiarezze – la Cassazione è intervenuta per scongiurare ogni qualsiasi dubbio sul tema –  per stabilire quale tipologia di socio è tenuto al versamento dei contributi Inps.

Le sentenze n. 23792, 23790 e 21540 del 2019 stabiliscono che – il socio non lavoratore – non è tenuto a versare alcun contributo Inps, in quanto titolare di reddito di capitale e, come tale, questo reddito, non è “tassabile” ai fini Inps.

Esempio:

Socio che svolge attività lavorativa presso la Alfa Srl e, al contempo, è anche socio della Beta Srl, ma non svolge alcuna attività lavorativa, solo mero investimento di capitale in attesa di un potenziale utile su quale partecipazione versa i contributi?

Ovviamente solo su Alfa srl, in quanto svolge attività lavorativa configurabile come reddito d’impresa. Mentre su Beta Srl no, in quanto titola solo di un ipotetico reddito di capitale.

Ben diversa la situazione situazione nelle società di persona o Srl con tassazione trasparente (quando il reddito non viene imputato alla società ma direttamente ai soci come avviene per una normale società di persona).

In questo caso il reddito è personale e configurato come reddito d’impresa, quindi soggetto ai contributi Inps. Questo vale per la Srl in trasparenza, per la Snc e per la Sas

Esempio:

Titolare di ditta individuale, socio non lavoratore in Beta Srl e socio lavoratore in Alfa Srl, su quale partecipazione paga i contributi?

Ovviamente per i redditi prodotti con la propria ditta individuale ed in Alfa Srl perché presta attività lavorativa.

Dunque, i contributi Inps sono tenuti a pagare solo i soci lavoratori della Srl in quanto titolari di reddito d’impresa. 

Soggetti esclusi dal pagamento dell’ INPS

Sono esclusi dalla copertura previdenziale obbligatoria INPS:

  • socio di capitale (SRL) che non presta lavoro all’interno della società;
  • socio che ha ulteriore copertura previdenziale (es. lavoro subordinato a tempo indeterminato);
  • socio già iscritto ad una delle gestioni speciali INPS. In tal caso, ai fini del calcolo della base contributiva, il reddito di partecipazione si cumula con il reddito di attività d’impresa.

Infine, la base imponibile previdenziale si calcola considerando il reddito pro-quota della società partecipata secondo il criterio di trasparenza: ossia, al momento della sua maturazione a prescindere dal momento effettivo di percezione.




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