Come funziona il regime forfettario 2019

La Legge di Bilancio 2019 apporta una serie di modifiche al vecchio regime forfettario, introdotto per la prima volta nel nostro sistema tributario nell’ormai lontano 2014. Ciò che è stato modificato, infatti, sono i requisiti di accesso e le clausole di esclusione. Pertanto, è necessario fare le dovute valutazioni prima di stabilire se aderire o meno al regime.

Le novità del regime forfettario 2019

Con le novelle modifiche, al nuovo regime forfettario, possono aderire tutti quei soggetti che per l’anno 2018 hanno conseguito ricavi per una cifra inferiore o pari a 65mila Euro. Come puoi subito notare, il limite di ricavi stabilito per ogni tipologia di attività, in base al codice ATECO, è stato eliminato. Ora per poter essere dentro il regime forfettario occorre che tu non consegua ricavi oltre la soglia dei 65mila Euro.

Oltre a questa, abbiamo altre tre importanti novità, quali:

  • abolizione del limite di 20 mila Euro per l’acquisto di beni strumentali. Tale limite andava ad escludere una platea di soggetti che, pur non superando la soglia dei ricavi, non poteva entrarvi per via dell’utilizzo di tali beni. Pertanto, tutti i soggetti che, per l’anno 2018, hanno utilizzato beni strumentali del valore complessivo di 20mila Euro possono aderire al regime;
  • abolizione del limite di 5mila Euro lordi inerenti al costo del lavoro per l’acquisizione di personale dipendente. Tale eliminazione consente al soggetto di poter avere dipendenti o collaboratori vari. Sotto quest’aspetto, però, è opportuno dire che, il soggetto forfettario non può subire alcuna ritenuta a titolo di acconto qualora un proprio committente ha eseguito una prestazione per lui. Nello stesso tempo, non può trattenere la ritenuta d’acconto quando quest’ultimo riceve una fattura da parte di un professionista. Così operando, il soggetto forfettario non può essere sostituto d’imposta. Pertanto questi professionisti dovranno, per conto proprio, provvedere alla liquidazione delle imposte;
  • i soggetti aderenti al regime dei minimi, ancora in possesso dei requisiti, ossia di non aver terminato il periodo di applicazione di 5 anni e che non hanno ancora raggiunto il 35esimo anno d’età, possono continuare ad applicare l’imposta sostitutiva al 5%, rispettando, ovviamente le condizione previste per il nuovo regime forfettario;
  • abolizione del limite di 30mila Euro relativo al reddito percepito da lavoro dipendente.

Requisiti di accesso al regime forfettario 2019

Come puoi vedere, la Legge di Bilancio ha portato una serie di novità molto importanti per il regime. Pertanto, per poter accedere al nuovo forfettario, in vigore dall’1 gennaio 2019, devi aver conseguito, nel 2018, ricavi per una cifra inferiore o pari a 65mila Euro.

Ad esempio:

  • un professionista che, nell’anno 2018, ha incassato una cifra pari a 41mila Euro può aderire al regime forfettario;
  • se lo stesso professionista, invece, sempre nell’anno 2018, ha incassato una cifra pari a 70mila Euro, non può aderire al regime.

Da ricordare che, il superamento della soglia di 65mila Euro, comporta la perdita di partecipazione al regime nell’anno 2020. Il predetto limite di compensi deve essere comparato ad anno nel caso di inizio attività.

Quindi se inizi l’attività all’1 luglio 2019 il limite di incassi per poter rimanere nel regime anche nel 2020 sarà pari a:

Euro (65.000/365)*184= 32.767,12 Euro

184 come i giorni di attività che rimangono dall’1 luglio fino 31 dicembre 2019

Se superi quella soglia, nel 2020, sarai costretto a passare al regime ordinario.

Limiti di adesione al regime forfettario

Al nuovo regime forfettario non possono aderire tutti i soggetti titolari di partita IVA che, esercitando attività d’impresa, arti e professioni, partecipano nello stesso tempo a:

  • società di persone;
  • associazioni;
  • imprese familiari.

Non possono aderire, inoltre, tutti i titolari di partita IVA che, esercitando la propria attività, controllano nello stesso tempo, direttamente o indirettamente, anche Srl che svolgono un’attività riconducibile all’attività svolta dagli stessi.

In buona sostanza, se tu sei un avvocato, non puoi essere socio in una Srl che svolge attività legati alla materia legale. Se invece la Srl svolge attività di ristorazione, tu puoi essere socio ma, al contempo, non devi avere il controllo della società. Quindi se la Srl in questione ha 2 soci, tu devi avere la quota di minoranza: il 20% tu, il restante 80% il secondo socio.

Aspetti fiscali

Analizzati ciò che sono le novità per quanto concerne i requisiti d’accesso, andremo ora vedere come vengono stabilite le tasse da pagare ogni anno, qualora rientri in questo regime.

Il nuovo forfettario prevede che, come già avveniva per il vecchio, per calcolare la base imponibile su cui poi determinare l’imposta da pagare, venga applicato un coefficiente di redditività sui ricavi conseguiti. Il coefficiente che non è uguale per tutti, infatti, si distingue in base alla tipologia di attività esercitata; non è altro che la percentuale del ricavo totale su cui verrà calcolata la tassa da versare.

La restante parte, non è soggetta a tassazione, in quanto va a costituire l’ipotetico ammontare dei costi sostenuti per portare avanti l’attività. Quindi, siccome i costi non vengono contabilizzati, come avviene per gli altri regimi, si considera una percentuale forfettaria.

Proprio per tale motivo, non è sempre è conveniente aderire al regime forfettario, perché se i costi da sostenere sono maggiori di quelli stabiliti forfettariamente la parte di ricavo tassato sarà più bassa rispetto a quella determinata con altri regimi. Se vuoi sapere se sia conveniente o meno per la tua attività, contattaci.

Nella tabella che segue sono riportati i coefficienti di redditività per ogni tipologia di attività.

Se volessimo elencare tutti i codici ATECO ti metteremo soltanto in confusione, pertanto, se hai dei dubbi o domande, non esitare a contattarci.


Ai fini prettamente fiscali, nulla è cambiato, infatti la parte di ricavo da tassare sarà soggetta ad imposta sostitutiva pari al 15%.

Per farti capire meglio, vediamo, nel seguente esempio, come calcolare le tasse che dovremo pagare. Consideriamo un professionista che nell’ultimo anno ha ottenuto un ricavo pari a 40mila Euro. Considerando il coefficiente di redditività si può calcolare l’importo da tassare con la semplice operazione: 40.000 x 0,78 = 31.200 Euro. Questo significa che i restanti 8.800 euro non saranno tassati in quanto spese per l’attività. L’ammontare di tasse che dovrà essere pagato dal professionista sarà dunque pari a 31.200 x 0,15 = 4.680 Euro

Mentre se si tratta di start-up, l’imposta, per i primi 5 anni, sarà pari al 5%. Prima di procedere con l’esempio, diciamo che definiscono start-up tutte quelle attività avviate da chi nel triennio precedente non ha avuto nessun impiego o da chi inizia una nuova attività che non sia la mera prosecuzione della precedente.

Facendo riferimento all’esempio precedente, se il professionista si trova in fase di start-up l’ammontare di tasse che dovrà essere pagato sarà pari a 31.200 x 0,05 = 1.560 Euro

Come puoi vedere non sarai soggetto né ad IVA, IRAP e imposte comunali, perché tutte queste tasse vengono racchiuse nell’unica imposta sostitutiva.

Come fare la fattura nel regime forfettario

I soggetti in regime forfettario sono esonerati dall’emissione della fattura elettronica; al contempo però devo sempre adeguarsi al nuovo ciclo di fatturazione, per quanto riguarda il ciclo passivo, ossia quando si è destinatari di fattura elettronica.

Pertanto, tale soggetto continuerà ad emettere la fattura cartacea attraverso un normale Excel. Per evidenziare che si tratta di soggetto forfettario, viste le novità introdotte dalla Legge di Bilancio, all’interno della fattura dovrà essere presenta la seguente dicitura:

“Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 così come modificato dalla Legge numero 208/2015 e dalla Legge 145/2018.

Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge numero 190/2014. Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro”.

Come vedi, la marca da bollo, da 2 Euro, dovrà essere affranta solo quando la fattura supera la soglia di 77,47 Euro

Vantaggi del regime forfettario

I soggetti aderenti al nuovo regime forfettario godono di notevoli vantaggi, quali:

  • esonero da IVA;
  • esonero dagli studi di settore (o ISA);
  • reddito assoggettato a imposta sostitutiva pari al 15%, quindi non è tenuto a pagare né IRPEF né IRAP;
  • calcolo del reddito imponibile in maniera forfettaria,  sul totale dei ricavi/compensi viene applicato un coefficiente di redditività diverso per ogni tipologia di attività, ossia del codice ATECO, andando così a ridurre la base imponibile sulla quale verrà poi applicata l’imposta sostitutiva;
  • esonero dalla ritenuta d’acconto i ricavi o compensi corrisposti dal sostituto d’imposta;
  • esonero dalle ritenute alla fonte;
  • esonero da Esterometro;
  • esonero dall’obbligo di fattura elettronica 2019.

Riduzione contributi INPS

Un ulteriore vantaggio riguarda i contributi INPS.

Anche il nuovo forfettario, in vigore dall’1 gennaio 2019, prevede la possibilità di poter ridurre la contribuzione INPS dovuta. In buona sostanza, è un’agevolazione che ti consente di ridurre i contributi previdenziali del 35% ma solo dopo aver provveduto, entro il 28 febbraio, all’invio di un’apposita istanza all’INPS.

A beneficiare di tale riduzione sono soltanto alcune categorie come gli artigiani e i commercianti, quindi solo i soggetti che svolgono un’attività per la quale è richiesta l’iscrizione al Registro imprese.

Questi soggetti hanno l’obbligo di versare i contributi previdenziali in maniera fissa, ciò significa che, anche se non produci alcun reddito, devi versare questa quota fissa di circa 3.500 Euro l’anno. Inviando l’apposita istanza potrai godere della riduzione del 35% che, per un soggetto in fase di start up è un’agevolazione da non sottovalutare.

È bene notare che, la predetta contribuzione può essere applicata non solo sulla parte minimale, ma anche sulla parte che eccede tale limite.

Per quanto riguarda i soggetti iscritti ad un apposito albo, quindi con una propria cassa di appartenenza, non possono usufruire di tale riduzione. Tali soggetti, secondo le normativa vigenti, hanno il diritto di usufruire solo delle agevolazioni che la cassa di appartenenza riserva nei loro confronti.

Ad esempio, abbiamo i commercialisti che, fino al compimento del 35esimo anno d’età sono esentati, almeno per primi 3 anni, dal versamento dei contributi. Stessa cosa succede per architetti e ingegneri che, fino al compimento del medesimo anno, godono della riduzione per i primi 5 anni di attività.

La categoria di contribuenti più penalizzata è, senza ombra di dubbio, quella appartenente alla Gestione Separata INPS. Questi soggetti, purtroppo non possono godere di tale riduzione, quindi sono tenuti a pagare i contributi dovuti; però, se al contempo sono titolari di partita IVA e lavoratori dipendenti versano un’aliquota ridotta.

La riduzione non viene esercitata automaticamente, come ti dicevo, devi inviare una domanda all’INPS. Per poter usufruire devi seguire, un procedura dettagliata, infatti devi inviare la domanda on line entro il 28 febbraio. Oltre questo termine non potrai più usufruire della riduzione.

Per avere una consulenza su come chiedere la riduzione contributiva INPS non ti resta che contattarci.




🔥🔥🔥 Iscriviti alla nostra newsletter per non perdere nessun nuovo articolo, ne vale della tua Cultura Fiscale. Fidati! ↴↴↴ 

hype✍ HYPE: il nuovo modo di gestire il tuo Denaro. Registrati Gratuitamente Online! Tutto in Tempo Reale. Pagamenti smart. Transazioni sicure. Invia e Ricevi Pagamenti. Servizi: Supporto tecnico, Pagamenti online, Bonifico bancario, Pagamenti con smartphone. 🔥🔥🔥CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ SU QUESTA CARTA RIVOLUZIONARIA🔥🔥🔥!

SumUp Fai crescere il tuo business accettando pagamenti con carta con il nuovo lettore di carte SumUp! Nessun abbonamento! Nessun costo Fisso. CLICCA QUI e scopri il POS mobile SumUp, quale soluzione più economica! Il lettore di carte senza banca offre vantaggi economici da non sottovalutare

MutuiCalcola mutui online: confronta rata e preventivo del tuo mutuo casa.Trovi le migliori soluzioni online in ogni momento. Usufruisci di un servizio completamente gratuito. Ricevi subito un preventivo personalizzato  CLICCA QUI E RICEVI MAGGIORI INFORMAZIONI SUL SERVIZIO 

Scrivere articoli e guide richiede moltissimo impegno. Aiutaci a condividere questo post: a te non costa nulla, per noi è importantissimo! Condividi su Facebook l'articolo appena letto. Grazie per aver letto l'articolo fino alla fine. SCR News mette a disposizione notizie sul mondo del Fisco e Leggi, Economia, Finanza, Trading e guide di natura contabile fiscale. Rimani aggiornato diventando un FAN della nostra pagina facebook.


Potrebbero interessarti anche i seguenti articoli:

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.