Contabilità semplificata: che cos’è e come funziona

Per le ditte individuali e per le imprese di dimensione “minore”, la contabilità semplificata è un regime contabile adatto e previsto dalla normativa fiscale che consente di beneficiare di alcuni vantaggi e semplificazioni davvero interessanti.

Quale imprenditore oggi non è alla ricerca di un’ottimizzazione della pianificazione fiscale e contabile? Dati i tempi di crisi e di pressione fiscale è bene essere costantemente informati ed aggiornati in merito al tipo di contabilità da prediligere per risparmiare e beneficiare di agevolazioni nella tenuta dei registri contabili.

Con l’introduzione nel 2017 del principio di cassa in luogo del principio di competenza sono state introdotte importanti novità per quanto riguarda proprio i registri contabili obbligatori per chi tiene la contabilità con il suddetto regime “semplificato”.

Vediamo in questa guida che cos’è, come funziona la contabilità semplificata e quali sono i vantaggi per i soggetti che l’adottano.

Contabilità semplificata: che cos’è e chi può applicarla

Per un qualsiasi imprenditore che inizi l’attività d’impresa o continui ad esercitare la sua attività economica e di business deve valutare il peso degli adempimenti fiscali e contabili che deve assolvere in base al regime di tenuta dei conti che sceglie con il proprio Commercialista di fiducia.

Ovviamente, al 31 dicembre in sede di chiusura dei conti, occorre valutare se si debba modificare il regime di tassazione e la contabilità della propria attività di business.

Le ditte individuali e le imprese di dimensione “minore” possono applicare il regime di contabilità semplificata previsto e disciplinato dall’articolo 18 del Dpr 600/73.

Sono ammesse al regime di contabilità semplificata tutte le ditte individuali e le società di persone i cui ricavi conseguiti in un esercizio fiscale non superino l’ammontare di 400.000,00 euro per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi, o di 700.000,00 euro per le imprese aventi per oggetto altre attività. Per gli imprenditori che erogano sia prestazioni di servizi che altre attività di cessione dei beni, si deve fare riferimento all’ammontare dei ricavi relativi alla attività svolta in prevalenza.


Allo “scattare” dei limiti superiori previsti dalla normativa di contabilità semplificata, le ditte individuali e le società di persone devono adottare rigorosamente il regime di contabilità ordinaria.

I “limiti” sanciti dalla normativa contenuta del Dpr 600/73 sono molto categorici e fungono da “spartiacque” tra regime di contabilità semplificata e regime di contabilità ordinaria.

Contabilità semplificata: Soggetti esclusi

Sono esclusi dalla possibilità di optare per la contabilità semplificata tutti i seguenti soggetti economici:

  • Società di capitali quali S.p.A, S.r.l., S.r.l.s., S.a.p.a., società cooperative e mutue assicuratrici;
  • Associazioni non riconosciute e consorzi che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
  • Enti pubblici e privati che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
  • Stabili organizzazioni di società ed enti non residenti.

Come funziona la Contabilità semplificata?

Chi opta e possiede i requisiti per adottare il regime di contabilità semplificata sono tutte le imprese che non devono superare, come già indicato, i limiti di 400 mila euro se esercenti attività di prestazione di servizi e di 700 mila euro nel caso di attività di cessione dei beni.

Per procedere con la determinazione del reddito d’impresa in contabilità semplificata è possibile avvalersi dei tre metodi previsti:

  • Registro degli incassi e pagamenti (RIP);
  • Registri Iva integrati (RII);
  • Registri Iva con opzione comma 5.

Per quanto concerne le scritture contabili, chi opta per il regime di contabilità semplificata si deve tenere costantemente aggiornati:

  • il libro giornale e il libro degli inventari;
  • registri prescritti ai fini dell’IVA;
  • scritture ausiliarie nelle quali devono essere registrati gli elementi patrimoniali e reddituali;
  • scritture ausiliarie di magazzino;
  • registro dei beni ammortizzabili.

Inoltre, i soggetti in contabilità semplificata devono in ogni caso redigere l’inventario e il bilancio con il conto dei profitti e delle perdite, entro e non oltre 90 giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi ai fini delle imposte dirette.

Si ricorda, infine, che il regime di contabilità semplificata si estende di anno in anno qualora i “limiti” fissati non vengano superati.



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