IVA: Modifiche alla disciplina della scissione dei pagamenti dal 2018

Con Circolare n.27/E pubblicata in data odierna Agenzia delle Entrate ha apportato modifiche normative alla disciplina della scissione dei pagamenti (Split Payment).

Questa guida approfondisce le principali modifiche apportate alla disciplina della scissione dei pagamenti (c.d. “split payment”) contenuta all’art. 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 modificata dall’art. 1 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50.

Scissione dei pagamenti: novità in arrivo

La nuova disciplina della scissione dei pagamenti, come modificata per effetto del DM del 13 luglio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 171 del 24 luglio 2017, si caratterizza per:

  • l’estensione dell’ambito di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti alle operazioni effettuate nei confronti di tutte le pubbliche amministrazioni destinatarie delle norme in materia di fatturazione elettronica obbligatoria, nonché delle società controllate da pubbliche amministrazioni centrali e locali, nonché delle società quotate incluse nell’indice FTSE MIB,
  • l’applicazione della scissione dei pagamenti ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute ai fini delle imposte sul reddito (i c.d. professionisti);
  • la possibilità per le PA e Società acquirenti di beni e servizi di anticipare l’esigibilità dell’imposta al momento della registrazione della fattura di acquisto;
  • la possibilità per le PA e Società acquirenti di beni e servizi di effettuare il versamento diretto dell’imposta dovuta con modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui l’imposta diviene esigibile, senza possibilità di compensazione e utilizzando un codice tributo appositamente istituito.

Split Payment: Modifiche dal 1 gennaio 2018

L’articolo 3 del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148 ha modificato l’art. 17-ter del DPR n. 633 del 1972 e dispone, a partire dal 1 gennaio 2018, l’estensione della scissione dei pagamenti a tutte le Società controllate, in misura non inferiore al 70%, dalla PA.

Con successivo Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze saranno stabilite le modalità di attuazione della disciplina che dal 1° gennaio 2018 riguarderà anche le società controllate, direttamente o indirettamente, dalle Pubbliche Amministrazioni centrali diverse dalla Presidenza del Consiglio e dai Ministeri, dalle Pubbliche Amministrazioni locali diverse da Regioni, Province, Comuni e Unioni di Comuni, nonché gli enti di previdenza, le aziende speciali, gli enti pubblici economici, le fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70 per cento e le società, partecipate in misura non inferiore al 70 per cento, dalle Amministrazioni pubbliche, dalle Autorità indipendenti e dalle Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché dalle loro controllate.

Si tratta di una disciplina che si pone in continuità con la precedente, prevedendo, con finalità di contrasto all’evasione, che in relazione agli acquisti di beni e servizi effettuati dalle PA e Società, l’IVA addebitata dal fornitore nelle relative fatture dovrà essere versata dalla PA e Società direttamente all’Erario, anziché allo stesso fornitore, scindendo quindi il pagamento del corrispettivo dal pagamento della relativa imposta.

Pertanto restano valide restano valide le indicazioni fornite con la circolare n. 15/E del 13 aprile 2015.

Split Payment: soggetti esclusi

Restano esclusi dalla disciplina della scissione dei pagamenti “gli enti pubblici gestori di demanio collettivo, limitatamente alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi afferenti alla gestione dei diritti collettivi di uso civico” (quali diritti di pascolo, legna, funghi, caccia, pesca, acqua, sassi e semina).

Si tratta di quelle strutture organizzative preposte dall’ordinamento giuridico all’amministrazione di beni demaniali collettivi.

 



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