Mutuo ipotecario Ristrutturazione edilizia: Detrazione coniuge superstite

Chiarimenti in materia di detrazione interessi passivi sul Mutuo ipotecario contratto per la ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale sono forniti dalla Risoluzione n.129/E pubblicata in data 18 ottobre 2017 dall’Agenzia dell’Entrate.

Vediamo in questa guida quali sono i chiarimenti e la soluzione migliore suggerita dal Fisco italiano al quesito posto da un soggetto istante in materia di detrazione interessi passivi sul Mutuo ipotecario per ristrutturazione edilizia abitazione principale, in seguito all’accollo del contratto.

Mutuo ipotecario ristrutturazione: Quesito posto dal soggetto istante

In materia di detrazione di interessi passivi, il soggetto istante evidenzia di aver stipulato in data 22.02.2011, insieme al coniuge, un mutuo ipotecario di ristrutturazione presso l’istituto bancario Alfa per un importo pari a 140.000 euro.

Il proprio coniuge è deceduto in data 15.05.2013 e il soggetto istante si è accollato interamente il mutuo. In sede di assistenza, gli è stata negata la detraibilità di tutti gli interessi passivi sostenuti e riconosciuta soltanto la detraibilità del 50% degli stessi.

Secondo l’istante l’intera quota di interessi passivi sia detraibile, analogamente a quanto accade con riferimento ai contratti di mutuo stipulati per l’acquisto dell’abitazione principale.

Detrazione interessi passivi mutuo ristrutturazione: chiarimenti da Fisco


Data la formulazione della richiesta e della soluzione da parte del soggetto istante, l’Agenzia delle Entrate formula il proprio parere richiamando la disciplina contenuta all’art. 15, comma 1-ter, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), il quale prevede la detraibilità, nella misura del 19% e per un ammontare complessivo non superiore ad euro 2.582,28, di interessi passivi ed oneri accessori derivanti da contratti di mutuo ipotecario stipulati per la costruzione dell’abitazione principale.

Inoltre, questo disposto legislativo deve essere integrato con le condizioni e le modalità applicative della detrazione individuate dal Decreto ministeriale n. 311 del 30 luglio 1999, il quale, all’art. 1, comma 1, dispone che: “(…) per costruzione di unità immobiliare si intendono tutti gli interventi realizzati in conformità al provvedimento di abilitazione comunale che autorizzi una nuova costruzione, ivi compresi quelli di cui all’art. 31, comma primo, lettera d), della Legge 5 agosto 1978, n. 457 [ora trasfuso nell’art. 3 del T.U. delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato con D.P.R. n. 380/2001.]” ovvero gli interventi di ristrutturazione edilizia.

Il legislatore sancisce che la detrazione degli interessi passivi sia vincolata a queste condizioni qui di seguito ascrivibili:

  1. l’unità immobiliare che si costruisce sia quella nella quale il contribuente o i suoi familiari intendono dimorare abitualmente;
  2. il mutuo deve essere stipulato nei sei mesi antecedenti all’inizio dei lavori di costruzione ovvero nei diciotto mesi successivi;
  3. l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro sei mesi dal termine dei lavori di costruzione;
  4. il contratto di mutuo deve essere sottoscritto dal soggetto provvisto di titolo di proprietà o di altro diritto reale sul bene immobile;
  5. i lavori di ristrutturazione edilizia devono essere ultimati entro il termine previsto dal titolo abilitativo, salvo possibilità di proroga.

In caso di ristrutturazione edilizia, la detrazione degli interessi passivi compete in presenza di un provvedimento di abilitazione comunale.

Fatte queste considerazioni rilevanti, il Fisco ritiene che l’istante, che aveva contratto con il proprio coniuge un mutuo ipotecario destinato alla ristrutturazione, a seguito del decesso della moglie e della successiva voltura del mutuo ristrutturazione edilizia a suo nome, può detrarre il 100% degli interessi passivi.

Dunque, il coniuge superstite può usufruire della detrazione per gli interessi passivi e oneri accessori relativi al mutuo ipotecario contratto per l’acquisto dell’abitazione principale, di cui è contitolare insieme al coniuge deceduto, a condizione che provveda a regolarizzare l’accollo del mutuo.


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