FATTURAZIONE ELETTRONICA B2B DAL 2019: COME FUNZIONERA’?

Fatturazione Elettronica: certa l’obbligatorietà dall’1 gennaio 2019

Obbligatoria dal 2015 per le operazioni con la Pubblica Amministrazione, la fatturazione elettronica è divenuta facoltativa anche tra soggetti privati a partire dall’1 gennaio 2017. Con la prossima Legge di Bilancio, che vedrà la luce nei prossimi mesi, non sarà più facoltativa. E’ quasi certa, infatti,  l’obbligatorietà a partire dall’1 gennaio 2019.

Con l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati, l’Agenzia delle Entrate ed il Governo, mirano a raggiungere determinati obiettivi quali:

  • la riduzione dell’evasione fiscale, eliminando sia la possibilità di emettere fatture false che eventuali registrazioni fraudolente con importi inferiori rispetto all’effettiva transazione;
  • la semplificazione fiscale, con la conseguente riduzione del numero degli adempimenti fiscali. Infatti chi ha optato per la fatturazione B2B a partire dal 2017 è stato esonerato dall’invio dello spesometro, comunicazione operazione black list e comunicazione intrastat;
  • ottenere sempre più dati fiscali, al fine di predisporre per i contribuenti, dichiarazioni annuali, certificazioni uniche, modello 770 con dati precompilati e quindi già certificati dall’Agenzia delle Entrate.

Ma cos’è la fatturazione elettronica? La fattura elettronica tra privati, è una normale fattura B2B emessa, ricevuta, firmata e conservata però, in maniera digitalizzata. Invece di essere in formato cartaceo è emessa o ricevuta in qualunque formato elettronico in grado di assicurare l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto dal momento di emissione fino alla durata di essa.

La fatturazione tra privati, comporterebbe un importante cambiamento per imprese e professionisti che dovranno subito adeguarsi alla nuova normativa ed essere pronti ad emettere e ricevere le fatture elettroniche attraverso il sistema di interscambio o altre analoghe piattaforme digitali, aventi gli stessi requisiti richiesti dalla legge.

L’Agenzia delle Entrate insieme alla Sogei, hanno messo a punto un sistema gratuito per le fatture elettroniche Pubblica Amministrazione, chiamato SdI, Sistema di interscambio.

Il SdI, è utilizzabile quindi sia delle PA che dalle società, imprese e professionisti per emettere e ricevere, secondo modelli standardizzati definiti dall’Agenzia delle Entrate (XML). Quindi consiste nell’utilizzare il modello XML per la formazione della fattura, mentre il modello Sdl per la trasmissione e ricezione, con successiva conservazione digitale.

Come viene creata la fattura elettronica 2019 tra privati? Possiamo così schematizzarlo:

  • accedere al Servizio;
  • generare la fattura elettronica;
  • selezionare il formato della fattura;
  • visualizzare o importare fattura da file XML.

Preparato il file XML contenente una o più fatture, l’operatore economico, è pronto per effettuare la trasmissione della fattura elettronica tra privati con il SdI o altro software.

La fattura elettronica dev’essere firmata dal professionista o impresa attraverso l’apposizione della firma digitale e della marcatura temporale.

L’innovazione nonché il vantaggio della fatturazione elettronica, non sta solo nel formato ma nella sua funzionalità, garantendo l’autenticità e l’integrità del suo contenuto dal momento della sua emissione al termine della conservazione sostitutiva che è di 10 anni, grazie all’apposizione della firma digitale e la marcatura temporale fattura elettronica.

L’incertezza  dell’introduzione di essa è rappresentata dalla difficoltà di trovare un’applicazione generalizzata per il sistema produttivo italiano. Gran parte delle imprese in Italia sono di piccole dimensioni (negozi, imprese artigiane, e così via) che hanno poca dimestichezza con le strutturazioni delle attività informatiche.

Pertanto, una soluzione potrebbe essere quella di rendere obbligatoria la fatturazione elettronica B2B per quelle imprese che hanno un certo volume di affari o per quelle aziende che hanno un certo numero di dipendenti.

E’ senza dubbio un provvedimento che ci mette si alla pari con l’Europa, ma si scontra con la realtà italiana dell’elevata sottoutilizzazione della cultura di strumenti informatici.

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