Come ottenere il rimborso IVA e quando sono richieste garanzie

Come si deve agire per ottenere un rimborso IVA? L’Iva è l’Imposta sul Valore Aggiunto, un’imposta indiretta in vigore nel nostro Paese che serve per assoggettare a tassazione il consumo dei beni e dei servizi.

Vediamo in questa guida come è possibile ottenere il rimborso IVA e quando sono richieste le garanzie? Con provvedimento n. 124040/2017 del direttore dell’Agenzia delle Entrate è stato approvato il modello IVA TR che i contribuenti titolari di partita IVA possono utilizzare per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale, insieme alle relative istruzioni e alle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati diretta oppure tramite intermediario abilitato.

IVA: che cos’è

L’IVA è un’imposta generale sui consumi, che colpisce solo l’incremento di valore che un bene o un servizio acquista ad ogni passaggio economico (valore aggiunto), a partire dalla produzione fino ad arrivare al consumo del bene o del servizio stesso. L’IVA grava completamente sul consumatore finale mentre per il soggetto passivo d’imposta rimane neutrale.

Il soggetto passivo d’imposta può detrarre l’imposta pagata sugli acquisti di beni e servizi effettuati nell’esercizio d’impresa, arte o professione, dall’imposta addebitata (a titolo di rivalsa) agli acquirenti dei beni o committenti dei servizi prestati.

L’Iva pertanto rappresenta un costo solamente per i soggetti che non possono esercitare il diritto alla detrazione e quindi, in generale, per i consumatori finali.

Nell’imposta sul valore aggiunto occorre quindi distinguere il contribuente di fatto (il consumatore finale), che pur non essendo soggetto passivo dell’imposta stessa ne sopporta l’onere economico (o come si usa dire, è inciso dall’imposta) e il contribuente di diritto (di norma un imprenditore) su cui gravano tutti gli obblighi del soggetto passivo d’imposta, ma per il quale l’imposta stessa è dal punto di vista economico neutrale.

In Italia la sua disciplina è contenuta nel Testo Unico, ossia il decreto del Presidente della Repubblica 633 del 1972 e, a livello comunitario, è regolata da diverse direttive, la VI Direttiva CEE del 1977 allo scopo ultimo di rendere omogenea l’imposizione indiretta in tutta l’Unione Europea.

Approvazione del modello IVA TR per la richiesta di rimborso

Con Provvedimento Prot. n. 124040/2017, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha approvato il Modello IVA TR per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale, delle relative istruzioni e delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati. Il modello IVA TR con le relative istruzioni, da utilizzare per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale, comprensivo del prospetto riepilogativo riservato all’ente o società controllante per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale del gruppo.

Il presente modello è utilizzato a decorrere dalle richieste di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito IVA relativo al secondo trimestre dell’anno d’imposta 2017, da presentare entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento (31 luglio per il II trimestre) e, in caso di compensazioni di credito IVA di importo superiore ai 5.000 euro, sarà necessario apporre il visto di conformità del professionista.


Il modello IVA TR è reso disponibile sul sito Internet dell’Agenzia delle entrate www.agenziaentrate.gov.it e sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze www.finanze.gov.it.

Per quanto concerne la modalità di presentazione, la trasmissione del Modello dovrà avvenire per via telematica, direttamente o per il tramite degli intermediari abilitati di cui all’articolo 3, commi 2-bis e 3, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni.

È fatto comunque obbligo ai soggetti incaricati della trasmissione telematica di rilasciare al contribuente la richiesta di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale, redatta su modelli conformi per struttura e sequenza a quelli approvati con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Iva: quando è necessario presentare la garanzia e le forme

Il decreto legislativo semplificazioni fiscali (D.lgs 175/2014), intervenendo in materia di rimborsi Iva ha previsto:

  • l’innalzamento da 5.164,57 a 15.000 euro dell’ammontare dei rimborsi eseguibili senza prestazione di garanzia e senza altri adempimenti
  • la possibilità di ottenere i rimborsi di importo superiore a 15.000 euro senza prestazione della garanzia, presentando una dichiarazione annuale o un’istanza trimestrale munita di visto di conformità, o sottoscrizione alternativa, e una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante la sussistenza dei requisiti patrimoniali stabiliti dalla norma
  • la previsione della obbligatorietà della garanzia per i rimborsi superiori a 15.000 euro solo nelle ipotesi di situazioni di rischio.

La garanzia resta obbligatoria per i contribuenti che esercitano attività di impresa da meno di due anni, a esclusione delle start up innovative, per quelli che presentano la dichiarazione o l’istanza priva del visto di conformità o della sottoscrizione alternativa e per quelli che richiedono il rimborso dell’eccedenza detraibile risultante all’atto della cessazione dell’attività. Inoltre, la garanzia è prevista per i contribuenti considerati più “a rischio”, cioè quelli che nei due anni precedenti la richiesta di rimborso hanno ricevuto avvisi di accertamento o di rettifica, che evidenziano significativi scostamenti tra quanto accertato e quanto dichiarato.

La circolare 32/E del 2014 sancisce che la durata della garanzia deve essere pari a tre anni a partire dalla data di erogazione del rimborso o, se inferiore, al periodo intercorrente tra la data di effettiva erogazione e il termine di decadenza dell’accertamento.

Le forme di garanzia sono le seguenti:

  • fideiussione rilasciata da una banca o da un’impresa commerciale che a giudizio dell’Amministrazione finanziaria offra adeguate garanzie di solvibilità;
  • polizza fideiussoria rilasciata da un’impresa di assicurazione;
  • cauzione in titoli di Stato o garantiti dallo Stato, al valore di borsa.

 


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