CNDCEC: Proroga Spesometro 2017 non è sufficiente

Dopo l’annuncio della proroga dello Spesometro al 28 settembre 2017, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti è intervenuto criticando aspramente la decisione di slittare i termini delle comunicazioni all’Agenzia delle Entrate a fine mese. Il CNDCEC si dice di essere enormente insoddisfatto e sostiene che era meglio arrivare al 2 ottobre. Vediamo come è iniziato e quali sono state le evoluzioni della tortuosa e tormentata vicenda.


Proroga Spesometro 2017: Comunicato MEF


Il 1 settembre 2017 il MEF ha definitivamente ufficializzato la Proroga dello Spesometro 2017 con il seguente messaggio:
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti critica duramente lo slittamento dello spesometro al 28 settembre, ritenendo la proroga dei termini insufficiente“. Ecco di seguito il testo del comunicato stampa.
Le comunicazioni all’Agenzia delle Entrate per lo spesometro slittano a fine mese, a giovedì 28 settembre. Ma i commercialisti, che pur avevano chiesto lo slittamento, si dicono comunque insoddisfatti: la proroga è del tutto insufficiente. Era meglio arrivare almeno al 2 ottobre“.
Lo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato definitivamente di aver posticipato dal 16 al 28 settembre 2017 il termine per effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture emesse e ricevute relative al primo semestre del 2017.
La proroga, che viene incontro alle esigenze segnalate dai professionisti, – spiegano da Via XX Settembre – è prevista da un Dpcm , su proposta del Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale“.

Dottori Commercialisti: la Proroga “è del tutto insufficiente”

Il Presidente del CNDCEC Miani ha osservato in merito alla proroga Spesometro 2017: “Poco tempo a disposizione per i nostri colleghi, gli applicativi stanno arrivando in questi giorni“. I Dottori Commercialisti chiamati in causa dal Ministero del Tesoro si lamentano: “sin dallo scorso mese di giugno il Consiglio nazionale dei commercialisti ha richiesto ufficialmente al Mef il differimento di un mese del termine per la presentazione del nuovo spesometro, alla luce delle difficoltà operative che l’adempimento comporta, spiega il Presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, “Dai nostri interlocutori istituzionali avevamo avuto ampie rassicurazioni su una proroga almeno a sabato 30 settembre, che avrebbe comportato lo slittamento di fatto al 2 ottobre“.
Pur apprezzando il fatto che questa volta l’annuncio del rinvio sia arrivato con un certo anticipo e non a ridosso della scadenza come spesso accaduto ultimamente, – dice ancora Miani – resta il fatto che la proroga di soli dieci giorni al 28 settembre è del tutto insufficiente, dal momento che i tempi a disposizione per i nostri colleghi restano troppo stretti, anche in considerazione del fatto che gli applicativi stanno arrivando nei nostri studi solo in questi giorni“.
Nonostante la proroga, rimangono ferme le norme vigenti dal 1° gennaio 2017 che, per effetto del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 249 del 24 ottobre scorso, ha definitivamente disciplinato la nuova modalità di comunicazione IVA – Spesometro 2017.
Da tale data, i contribuenti, pertanto devono procedere all’adempimento inviando per via telematica i dati delle fatture emesse e ricevute, note di variazione e bolle doganali, e i dati delle liquidazioni periodiche IVA, effettuate nel corso del 2017.
Pertanto, a partire dal 1° gennaio 2017, lo spesometro annuale è stato surrogato con una nuova comunicazione: la Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute con periodicità trimestrale.
Ricordiamo che tra i soggetti obbligati allo Spesometro 2017 e alla comunicazione dei dati fatture emesse e ricevute 2017, sono tutti i soggetti passivi IVA.
Rimangono esclusi: i contribuenti nel regime forfettario, i produttori agricoli in regime di esonero delle zone montane, la Pubblica Amministrazione e le Amministrazioni autonome; i contribuenti titolari di partita IVA che hanno aderito all’inoltro telematico dei dati fatture emesse e ricevute e/o dell’opzione dei corrispettivi elettronici delle vendite di beni e delle prestazioni di servizi.



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