Addio per sempre ai nostri cari libretti di risparmio al portatore

Da oggi 4 luglio 2017 dovremo dire stop ai tanto amati libretti di risparmio al portatore che, da sempre, ci hanno accompagnato e hanno costituto uno strumento tanto adorato e caro dei nostri vecchi bisnonni e nonni che versavano denaro contante, frutto di risparmi e di anni di duro lavoro, per accumulare risparmi in vista per i futuri nipotini, i quali divenuti grandi avrebbero potuto fruire della riserva economica accantonata grazie ai sacrifici del nonni.
Ora, questi vecchi e cari libretti di risparmio al portatore sono sotto la lente del Fisco italiano, in quanto considerati come strumento di riciclaggio di denaro. Non solo, a pagarne le cattive sorti sarebbero anche i conti correnti bancari e postali, a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo n.90 del 25 maggio 2017 che ha recepito la normativa europea n. 2015/849, la IV direttiva antiriciclaggio. In definitiva, il recepimento della Direttiva comunitaria ha “decapitato” per sempre la possibilità di aprire i libretti di risparmio al portatore.

IV Direttiva Antiriciclaggio: recepimento con D.Lgs. 90/2017

Tra le tante novità “scottanti” di quest’estate 2017, vi è il Decreto antiriciclaggio: da oggi 4 luglio 2017 con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 90 del 2017 è stato recepito il testo del decreto attuativo della direttiva comunitaria n. 2015/849, la IV direttiva antiriciclaggio e sono state introdotte modifiche alla normativa nazionale (D.Lgs. n. 231/2007).
Il recepimento della normativa comunitaria nel nostro ordinamento ha come scopo principale quello di combattere il riciclaggio e prevede il coinvolgimento dei Dottori Commercialisti insieme ad altre categorie di Liberi Professionisti, al fianco dei soggetti ed intermediari bancari e finanziari, a supporto dei soggetti coinvolti nell’attività di contrasto del fenomeno. Si tratta di una vera novità!
Con l’approvazione della IV Direttiva e l’emanazione del D.Lgs. n. 90/2017, la conservazione dei dati e dei documenti viene ora regolamentata agli articoli 31 (Obblighi di conservazione) e 32 (Modalità di conservazione). Occorrerà conservare i documenti, i dati e le informazioni utili a prevenire, individuare o accertare eventuali attività di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo e a consentire lo svolgimento delle attività di monitoraggio dalla UIF o da altra Autorità competente.

Addio ai libretti al portatore, rimangono quelli nominativi

Stop per sempre all’apertura dei libretti al portatore in ossequio al dettato normativo sopra riportato, rimarranno solo quelli nominativi in quanto, come si può ben capire sono intestati ad un soggetto, il quale può farne utilizzo per garantire trasparenza e tracciabilità del denaro.
Le principali caratteristiche:
1) le somme versate sono disponibili a vista
2) gli interessi vengono accreditati annualmente
3) è possibile richiedere l’apertura in favore di minori.
Con le nuove disposizioni, si darà tempo fino al 31 dicembre del 2018 perché si possa procedere all’estinzione dei libretti che non prevedono l’indicazione chiara del beneficiario, ma che possono essere liquidati direttamente a chi li presenta agli sportelli bancari e postali. Nel frattempo, sui libretti al portatore ancora in circolo sarà consentita l’operatività soltanto ai titolari originari. Rimarrano come strumenti di risparmio alternativi rispetto a quelli al portatore quelli nominativi.

Che cos’è un libretto di risparmio?

Il libretto di risparmio è uno strumento che assolve ad una funzione di “salvadanaio” per le famiglie, un documento che la banca o la Posta consegna al cliente che ha richiesto l’apertura di un deposito a risparmio. Si tratta di un documento che va consegnato allo sportello della banca o delle Poste ogni volta che viene richiesta un’operazione.
Dalla consultazione del libretto si può controllare la lista degli ultimi movimenti dato che vengono annotati tutti i versamenti e i prelievi che si succedono nel tempo. I prelievi sono possibili esclusivamente nella misura del saldo disponibile: il deposito a risparmio non offre infatti la possibilità di avere saldi negativi. In alcuni casi, le banche consentono di accreditare direttamente sul libretto la pensione. Un’altra possibilità è quella di vincolare tutto o parte del denaro versato per un determinato periodo di tempo e a fronte di un maggiore tasso di interesse.



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