Latte: origine obbligatoria in etichetta da oggi, ecco cosa cambia

La scelta di alimenti e bevande che acquistiamo sulle scaffalature degli iper e dei supermercati condiziona la nostra dieta in termini di apporti ed equilibrio nutrizionale. Sapere leggere e comprendere le etichette degli alimenti è importante perchè ci consente di fare scelte più sane e consapevoli. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che dal 19 aprile 2017 è obbligatoria in etichetta l’indicazione dell’origine della materia prima dei prodotti lattiero caseari in Italia come ad esempio il latte UHT, il burro, lo yogurt, la mozzarella, i formaggi e i latticini.

Etichettatura: la valenza commerciale e per la tutela dei consumatori

L’etichetta riporta informazioni sul contenuto nutrizionale del prodotto e fornisce una serie di indicazioni per comprendere come i diversi alimenti concorrono ad una dieta corretta ed equilibrata. Il Regolamento (UE) 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori aggiorna e semplifica le norme precedenti sull’etichettatura degli alimenti. Lo scopo di tale innovazione normativa è quello di tutelare ulteriormente la salute dei consumatori e assicurare un’informazione chiara e trasparente.

Altro aspetto importante dell’etichettatura degli alimenti sono le indicazioni nutrizionali e sulla salute (claims), disciplinate dal Regolamento (CE) 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari. Il diritto di conoscere con chiarezza da dove provengono e dove sono stati lavorati i prodotti alimentari e le bibite che acquistiamo quotidianamente sugli scaffali supermercato deve fare i conti con l’evoluzione normativa scandita dal Regolamento comunitario anche se non ci sono le norme attuative, a livello di singoli Paesi membri.

Latte: origine in etichetta

In data odierna, il 19 aprile, è entrato in vigore in Italia un decreto ministeriale che sancisce la cogenza di indicare sulle etichette del latte e di tutti i prodotti lattiero caseari (formaggi, yogurt, etc.) il Paese di mungitura, assieme a quello di lavorazione, ma in linea di massima solo se italiani. L’obbligo si applica al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale.

Questo è un traguardo storico per il nostro Paese – afferma il Ministro Maurizio Martinache ci consente di creare un nuovo rapporto tra produttori e consumatori. Siamo da sempre in prima linea nella costruzione di politiche di massima informazione e trasparenza nei confronti di chi acquista prodotti agroalimentari e questa scelta lo dimostra. Una sperimentazione che ora auspichiamo possa trasformarsi in uno standard europeo. I cittadini, infatti, devono essere informati per poter scegliere consapevolmente cosa mettere a tavola. Questo vuol dire tutelare il Made in Italy, il lavoro dei nostri allevatori e fa crescere una vera e propria cultura del cibo. La nostra battaglia in Europa quindi non finisce qui. Andiamo avanti collaborando ancora con la Commissione per rafforzare sempre più gli strumenti a disposizione e affermare così un modello distintivo di qualità ed eccellenza.”

Come riporta Made in Italy, il Portale Ufficiale dei Produttori Italiani: “Gli scaffali dei nostri supermercati, quindi, non saranno affatto al riparo da etichette poco chiare, apposte su merci in arrivo da paesi stranieri. Magari anche da quelli in cui i controlli sulla salubrità degli ingredienti sono a maglie larghe o larghissime e per i quali non ci sarà alcun obbligo per quel che riguarda l’indicazione dell’origine della materia prima. Il consumatore non riuscirà a districarsi”, le associazioni di allevatori sono divise: se da una parte Coldiretti plaude al provvedimento, la Copagri lo critica apertamente.

Francia ed Italia: i first mover per l’origine obbligatoria in etichetta

Dal resto, i due principali Paesi produttori di latte e derivati, Francia e Italia hanno deciso di muoversi autonomamente, adottando una normativa nazionale sulle etichette del latte già a partire da questo nuovo anno 2017: per il latte e i prodotti lattiero-caseari occorre indicare il paese in cui è stato munto e in cui il prodotto è stato condizionato o trasformato. A breve anche l’Italia, come i francesi, vedrà inaugurate sui prodotti lattiero-caseari le nuove etichettature che riporteranno:

  • paese di mungitura: nome del paese nel quale è stato munto il latte;
  • paese di condizionamento: nome della nazione nella quale il latte è stato condizionato;
  • paese di trasformazione: nome della nazione nella quale il latte è stato trasformato.

Infatti, il Decreto ministeriale del 9 dicembre 2016, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 19 gennaio 2017 ed entrerà in vigore dal 19 aprile 2017. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina ha reso noto che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che introduce in etichetta l’indicazione obbligatoria dell’origine per i prodotti lattiero caseari in Italia. L’obbligo scatterà dal 19 aprile 2017 su tutte le confezioni e si applicherà al latte vaccino, ovi-caprino, bufalino e di altra origine animale.

Questo nuovo sistema rappresenta una vera e propria sperimentazione in Italia e consente di indicare con chiarezza ai consumatori la provenienza delle materie prime di molti prodotti come il latte UHT, il burro, lo yogurt, la mozzarella, i formaggi e i latticini. Ha dichiarato Maurizio Martina: “Vogliamo garantire la massima tutela e trasparenza per consumatori e produttori. Con la sperimentazione dell’origine in etichetta, infatti, chi acquista potrà scegliere in modo informato e consapevole il Made in Italy. Si tratta di una svolta storica che consente un rapporto nuovo tra gli allevatori, i produttori e i consumatori ….. l’Italia continuerà a spingere perché questo modello si affermi a livello europeo e per tutte le produzioni agroalimentari, perché è una chiave decisiva per la competitività e la distintività dei modelli agricoli.“.

Etichettatura Latte e prodotti caseari: come cambia

Le diciture utilizzate, da oggi, saranno le seguenti:

  • Paese di mungitura: nome del Paese nel quale è stato munto il latte”;
  • Paese di condizionamento o trasformazione: nome del Paese in cui il prodotto è stato condizionato o trasformato il latte”.

Qualora il latte o il latte utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, sia stato munto, confezionato e trasformato, nello stesso Paese, l’indicazione di origine può essere assolta con l’utilizzo di una sola dicitura: ad esempio “ORIGINE DEL LATTE: ITALIA“.

Se le fasi di confezionamento e trasformazione avvengono nel territorio di più Paesi, diversi dall’Italia, possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture:

  • latte di Paesi UE: se la mungitura avviene in uno o più Paesi europei;
  • latte condizionato o trasformato in Paesi UE: se queste fasi avvengono in uno o più Paesi europei.

Se le operazioni avvengono al di fuori dell’Unione europea, verrà usata la dicitura “Paesi non UE“; sono esclusi solo i prodotti Dop e Igp che hanno già disciplinari relativi anche all’origine e il latte fresco già tracciato.



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