Cosa scegliere tra ditta individuale o SRL! Guida sulla migliore forma giuridica e costi da sostenere

Per “Forma giuridica” si intende la tipologia giuridica del soggetto cui farà capo l’attività e le norme ad essa conseguenti. Il Codice civile non disciplina la figura dell’impresa, bensì quella dell’imprenditore ( art. 2082 C.C.) che è strettamente collegata alla prima. “E’ imprenditore colui che esercita un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi”.

Come scegliere la Forma Giuridica più adatta? Come capire se è meglio una ditta individuale o una SRL?

La scelta della forma giuridica dipende da una serie di fattori che devono essere analizzati per effettuare una scelta conveniente:

  • conoscenza delle caratteristiche di ogni specifica forma giuridica;
  • considerazione della probabile dimensione che caratterizzerà l’impresa nei suoi primi anni di vita (in qualsiasi momento è comunque possibile cambiare forma giuridica);
  • considerazione dell’effettivo grado di rischio legato all’attività imprenditoriale;
  • considerazione del numero di persone che saranno coinvolte nel progetto imprenditoriale;
  • considerazione dei costi di costituzione e dei costi di gestione annuale: l’ammontare complessivo aumenta col crescere della complessità della forma giuridica.

Quali sono le valutazioni di opportunità nella scelta della forma giuridica?

  • Responsabilità personale dei soci. Se si prevede l’assunzione della responsabilità illimitata e solidale, occorre valutare il grado di fiducia nelle persone con le quali si ha intenzione di avviare l’impresa. Se si pensa di seguire da vicino l’attività si può ad esempio optare per una società di persone o una impresa individuale, pur sapendo che tali forme giuridiche presentano generalmente una composizione di persone coinvolte piuttosto limitata.
  • Patrimonio personale dei soci. Se si dispone di un cospicuo patrimonio non si avrà sicuramente convenienza a costituire una società di persone con soci che non sono titolari di beni poiché in caso di insolvenza si rischierebbe di rispondere anche per gli altri soci.
  • Attività svolta e redditi personali. Disponendo di elevati redditi personali si avrà la convenienza a costituire una società di capitali; se si opta invece per una società di persone, si riceverà dalla società una parte del reddito prodotto proporzionale alla quota di partecipazione, indipendentemente dalla effettiva distribuzione dell’utile.
  • Capitale per la costituzione e capitale investito. Spesso la misura minima del capitale richiesto per la costituzione delle società può rappresentare un elemento che ostacola l’avvio della nuova attività così come il capitale investito; infatti in presenza di responsabilità illimitata e solidale, il rischio d’impresa aumenta in proporzione ai mezzi necessari per il funzionamento dell’impresa.
  • Quota di partecipazione. Un consistente investimento in una società di persone è da effettuarsi solo se si può svolgere un controllo diretto sulla società e sulle decisioni da assumere per il suo funzionamento. Infatti l’acquisizione di una modesta quota di partecipazione alla società (e agli utili realizzati), risulterebbe rischioso dato che ci si deve assumere una responsabilità illimitata e solidale.
  • Trasferibilità della quota. La possibilità di trasferire la propria quota di partecipazione anche in sede di successione (insieme alle relative formalità e oneri) sono elementi da tenere in considerazione. Si può infatti dire che a livello generale il trasferimento di azioni e di quote di S.r.l. appare più semplice del trasferimento delle quote di società di persone (in queste società infatti, a causa della responsabilità illimitata e solidale, l’identità personale dei soci ha un ruolo molto importante tanto da richiedere la modifica dell’atto costitutivo con le stesse modalità previste in fase di costituzione).
  • Sistema di tassazione. Il sistema di tassazione varia in base alla tipologia societaria.

Come possono classificarsi le imprese in base alla propria forma giuridica?

Possono classificarsi in 2 macroclassi, ovvero:

  1. Imprese individuali quelle, come abbiamo detto, il cui soggetto giuridico è una persona fisica.
  2. Imprese collettive dette anche società hanno come soggetto giuridico più persone fisiche o una persona giuridica. Possono a sua volta distinguersi, in società di persone (SS, SAS, SNC) o società di capitali (Srl, Srls, SPA, SAPA).

La forma giuridica determina costi e adempimenti, è quindi una decisione importante per la quale vale la pena di farsi consigliare dal proprio commercialista. Per prendere una decisione appropriata è necessario aver già chiarito, grazie alla redazione del progetto d’impresa, il presunto volume d’affari, i rischi, le responsabilità verso i terzi, i rapporti con eventuali colleghi e collaboratori.

Le forme giuridiche del lavoro autonomo sono varie. La più diffusa è la forma individuale: un artigiano, un programmatore di software, un ristoratore possono esercitare la loro attività in forma individuale.

Di seguito una panoramica di sintesi delle forme giuridiche previste dal nostro ordinamento.

Vantaggi e Svantaggi delle varie forme giuridiche

Vediamo, in sintesi, tutte le caratteristiche delle diverse tipologie di forma giuridica, con quelli che possono essere i vantaggi e gli svantaggi ad esso associati:

 

VANTAGGI – estrema semplicità della costituzione dell’impresa autonomia e velocità le decisione. – velocità di costituzione d’impresa. – tenuta della contabilità estremamente semplice. – oneri amministrativi e contabili ridotti al minimo. Per avviare l’attività non serve ricorrere a un notaio, ma è sufficiente l’iscrizione alla Camera di Commercio e la richiesta della partita Iva. Non serve tenere i libri sociali, ma solamente quelli previsti dalla normativa fiscale (libri IVA, libri ammortizzabili). Eventualmente anche il libro giornale e quello degli inventari. Pochi oneri fiscali. La costituzione e lo scioglimento dell’impresa non sono sottoposti a tasse. Per liquidare l’attività, è sufficiente chiudere la partita Iva e comunicare la cessazione a Camera di Commercio, Inps e Inail (se iscritti).

SVANTAGGI – responsabilità illimitata nei confronti dei terzi (il titolare risponde con tutto il proprio patrimonio personale nei confronti di eventuali creditori. Ciò significa che in caso di fallimento i creditori possono rivalersi sui suoi beni personali (la casa, l’auto e su quelli del coniuge se c’è il regime di comunione dei beni). – vi sono infine alcuni svantaggi di tipo fiscale: infatti, sono inferiori rispetto ad altre forme, le spese che possono essere dedotte dal reddito (IRPEF) e, nel caso in cui si realizzino utili ingenti, questi si travasano interamente sul reddito del titolare il quale in tal caso incorre in imposte piuttosto cospicue.

VANTAGGI – la costituzione e la tenuta della contabilità sono relativamente semplici e poco costose: è possibile far partecipare i propri familiari all’attività d’impresa senza dover costituire un società – rapidità di decisione: le scelte spettano solo all’imprenditore – oneri amministrativi e contabili ridotti ai minimi termini – pochi oneri fiscali – la possibilità di ripartire il reddito, seppure entro i limiti citati sopra, tra più persone (a parità di condizioni, i vari soggetti si trovano con ammontari di imponibile più bassi: dato il meccanismo progressivo con cui opera l’IRPEF – aliquota che cresce all’aumentare del reddito – questo significa complessivamente un minore peso delle imposte sul reddito);

SVANTAGGI – l’impresa familiare necessita di un atto costitutivo per il suo avvio – responsabilità illimitata nei confronti dei terzi (il titolare risponde con tutto il proprio patrimonio personale nei confronti di eventuali creditori. Ciò significa che in caso di fallimento i creditori possono rivalersi sui suoi beni personali.

VANTAGGI – La costituzione e la tenuta della contabilità sono relativamente semplici. – Le procedure burocratiche, fiscali, contabili e tributarie sono minimi. – I costi di costituzione e di gestione sono contenuti: la legge non prevede il versamento di un capitale minimo da parte dei soci, l’importo è stabilito dal contratto sociale.


SVANTAGGI – I soci sono soggetti a responsabilità illimitata (tranne gli accomandanti della s.a.s.) personale e solidale. Ciò significa che in caso di fallimento, i creditori potranno rivalersi anche sul patrimonio privato di ciascun membro della società. Se uno o più soci non adempie, il debito dovrà essere saldato dagli altri. – I rischi sono strettamente legati alla competenza, onestà, abilità, lealtà e professionalità dei soci. Scegliere i partner sbagliati può compromettere il successo dell’impresa.

VANTAGGI – Il ruolo dei soci è secondario rispetto ai loro capitali. Gestione e amministrazione infatti possono essere affidate anche ai non soci. – Gli utili possono essere accantonati a piacimento e distribuiti ai soci nei momenti fiscalmente più convenienti. – La possibilità di suddividere i costi e di salvaguardare il patrimonio dei singoli soci; – La responsabilità dei soci non è personale, ma limitata alla quota di capitale conferita. Il patrimonio privato di ogni socio è inattaccabile dai creditori, a meno che non si siano commessi degli illeciti.

SVANTAGGI – Gli adempimenti burocratici e fiscali sono numerosi e complessi. – L’essere responsabili limitatamente al capitale non elimina i rischi. La mancata ottemperanza agli adempimenti (anche solo il non vidimare i libri sociali) allarga le responsabilità, sia da un punto di vista civilistico, sia da quello penale. E’ buona norma quindi affidarsi sempre a esperti, che assicurino il pieno rispetto delle norme contabili e fiscali. – In fase costitutiva è obbligatorio il versamento, presso un istituto bancario, del 25% del capitale iniziale; – Le società di capitali devono tenere obbligatoriamente la contabilità ordinaria, questo comporta maggiori costi e maggiori sforzi organizzativi.

VANTAGGI – Risparmi di costi per la costituzione; – Responsabilità limitata al capitale sociale.

SVANTAGGI – sono comunque dovuti l’ imposta di registro, i diritti camerali di prima iscrizione e annuali, i tributi per l’apertura della partita IVA, e le altre imposte e tasse; – le società di capitali devono tenere obbligatoriamente la contabilità ordinaria, questo comporta maggiori costi e maggiori sforzi organizzativi;

Quanto costa aprire una partita iva sulla base della forma giuridica scelta?

Costi apertura per partita iva ditta individuale:

L’importante è avere le idee chiare, conoscere il codice d’attività con il quale si vuole aprire e tutti gli strumenti giusti (registrazione al servizio StarWeb della CCIAA). Avendo a disposizione una casella di posta elettronica certificata (PEC) e la firma digitale personale, con poco meno di 88 € in diritti, bolli virtuali e diritto camerale annuo dalla Camera di Commercio competente, sarà possibile, a stretto giro di comunicazioni elettroniche, ricevere conferma della corretta procedura e poter iniziare immediatamente ad operare, attraverso l’attribuzione del numero di partita iva, del codice azienda Inps e, se previsto, il numero di assicurazione Inail.

Qualora si decidesse di demandare tutto ad un consulente di fiducia (lo consiglio vivamente), i tariffari variano in base alla zona e all’attività intrapresa, ma in genere vanno dai 150 ai 300 euro  per la sola fase di apertura e relative dichiarazioni, al netto delle somme dovute quali bolli virtuali, diritti camerali, rilascio Smart Card ( firma digitale) e, nel caso di obblighi Inail, la vidimazione dei registri nelle sedi opportune.

A titolo di Esempio scrivo gli onorari che prevedo io:

  • PEC circa 20 euro anno;
  • CNS con certificato di autenticazione e sottoscrizione circa 60 euro ( durata tre anni );
  • Iscrizione CCIAA, Posizione INPS, Apertura P.IVA Euro 250;
  • Euro 55,00 circa per diritto annuale camerale ( il primo anno si versa in fase di iscrizione ).

Costi Apertura partita iva professionisti:

Nel caso ad aprire una partita iva, sia un professionista, i costi di apertura si abbattono (in alcuni casi si azzerano) notevolmente, in quanto questa figura non deve iscriversi alla CCIAA e quindi deve solo deve presentare presso l’Agenzia delle Entrate competente per Provincia, la richiesta di attribuzione del numero di Partita Iva;  iscriversi alla Gestione Separata dell’Inps ovvero, se esistente, presso la Cassa Previdenziale del proprio Ordine;

A titolo di Esempio scrivo gli onorari che prevedo io:

  • PEC circa 20 euro anno;
  • CNS con certificato di autenticazione e sottoscrizione circa 60 euro ( durata tre anni );
  • Apertura P.IVA Euro 50.

Costi Apertura partita iva società di persone

Nel caso si sia deciso di aprire la propria posizione tramite la forma societaria delle Società di persone ( Società in accomandita semplice o Società in nome collettivo), si avrà oltre ai costi precedentemente detti per la ditta individuale, anche il costo per la costituzione. In linea generale un Notaio per l’apertura di questa tipologia prende circa 1.500,00 euro.

Quindi riepilogando, i costi da sostenere sono:

  • PEC circa 20 euro anno;
  • CNS con certificato di autenticazione e sottoscrizione circa 60 euro ( durata tre anni );
  • Iscrizione CCIAA, Posizione INPS SOCI, Apertura P.IVA, Preparazione Fascicolo Notarile: Euro 350;
  • Euro 120,00 circa per diritto annuale camerale ( il primo anno si versa in fase di iscrizione );
  • Euro 1.500,00 costituzione dal Notaio.

Costi Apertura partita iva società di capitali

Infine come scelta, si può decidere di aprire come Società di Capitali ovvero la classica Srl o Srls.

Ecco i principali costi da dover sostenere:

  • PEC circa 20 euro anno;
  • CNS con certificato di autenticazione e sottoscrizione circa 60 euro ( durata tre anni );
  • Iscrizione CCIAA, Posizione INPS SOCI, Apertura P.IVA, Preparazione Fascicolo Notarile: Euro 450;
  • Euro 120,00 circa per diritto annuale camerale ( il primo anno si versa in fase di iscrizione );
  • Euro 1.800,00 costituzione dal Notaio ( si abbattono di circa 1.300,00 euro nel caso di SRLs);
  • Euro 309,87 Tassa vidimazione libri sociali;
  • Euro 200,00 Attivazione Società.
  • Euro 500,00 annuali per pubblicazione obbligatoria bilancio di esercizio

Concludo l’articolo con una simulazione di imposte, tasse e contributi tra società di persone SNC e Società di capitali SRL

* Prima o poi l’utile dovrà essere distribuito e quindi passare a tassazione irpef

Naturalmente io rimango a disposizione per ogni chiarimento, mi raccomando condividete l’articolo, e commentate pure.



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