Mini Jobs 2017: Guida su come funzionano e come sostituiranno i voucher

Da poco si è appresa la notizia sull’abolizione dei voucher per l’anno 2017 ora entrano in scena i Mini Jobs. Le nuove proposte del Governo per il mondo del lavoro concernono il lavoro accessorio e il contratto a chiamata; ecco tutte le novità. Si dice che già a partire dall’anno 2017 potrebbero entrare sul mercato del lavoro, i Mini Jobs. Per Mini Jobs sono da intendersi impieghi lavorativi con contratto part-time solitamente offerti agli studenti lavoratori e che non eccedono una soglia di orario, né di fascia a livello di retribuzione. Tuttavia, il Governo italiano sembrerebbe interessato a fare evolvere il contratto a chiamata e l’adeguamento potrebbe beneficiare di un sistema già ampiamente in uso, rendendo l’abolizione dei voucher meno “traumatica”.

I Mini Jobs consistono in contratti di lavoro part-time utilizzati per il lavoro accessorio, sono spesso e volentieri offerti agli studenti lavoratori. Il Governo italiano dopo aver decretato l’abolizione del sistema dei voucher, adesso sembra interessato a favorire l’uso dei Mini jobs a sostituzione dei buoni lavoro. Ricorrendo ai contratti part-time ad orario ridotto, infatti, i contributi versati dai lavoratori sarebbero pari a quelli versati in caso di contratto di lavoro ordinario e ciò comporterebbe un enorme vantaggio per le casse statali.

I Mini Jobs prevedono un impegno orario più limitato sia per giorni che per ore lavorate, avvicinandosi a ciò che la normativa vigente prevede per i contratti di lavoro a chiamata. Tali contratti a chiamata potrebbero fungere da modello o persino essere trasformati: in pratica il Governo starebbe vagliando l’ipotesi di una possibile evoluzione dei vigenti contratti a chiamata, regolati dal Decreto 276/2003 e definiti anche come lavoro ad intermittenza. Il Job on Call o contratto di lavoro intermittente, secondo quanto normato e disciplinato dagli articoli 33-40 del D.Lgs n. 276/2003 è un contratto di lavoro subordinato con il quale il lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro per espletare prestazioni di carattere discontinuo o intermittente, individuate dalla contrattazione collettiva nazionale o territoriale, ovvero per periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno.

Con questo tipo di contratto a chiamata, si regolamenta il lavoro svolto saltuariamente e rispetto al quale vengono emesse fatture a fronte del compenso. Più in particolare sono previste due forme:

  • Lavoro a chiamata (o intermittente o job on call) con obbligo di corrispondere una indennità di disponibilità se il lavoratore ha scelto di essere vincolato alla chiamata del datore di lavoro.
  • Lavoro a chiamata (o intermittente o job on call) senza obbligo di corrispondere una indennità di disponibilità se il lavoratore ha scelto di non essere vincolato alla chiamata del datore di lavoro.

Ad oggi il contratto Job on Call è stato applicato per le seguenti fattispecie contrattuali:

  • per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro;
  • per periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno (week-end, ferie estive, vacanze pasquali o natalizie);
  • in via sperimentale con soggetti in stato di disoccupazione con meno di 25 anni di età ovvero con lavoratori con più di 45 anni di età, anche pensionati (non è necessario uno stato di disoccupazione o inoccupazione di lunga durata).

I contratti di lavoro intermittente si possono applicare nei casi previsti nel r.d. del 6 dicembre n. 2657/1923 ed ai seguenti lavori: custodi, guardiani diurni e notturni, guardie daziarie, portinai, fattorini, camerieri, personale di servizio e di cucina negli alberghi, trattorie, esercizi pubblici in genere, pesatori, magazzinieri, dispensieri ed aiuti, personale addetto all’estinzione degli incendi, personale di treno e di manovra, macchinisti, fuochisti, manovali, scambisti, guardabarriere delle ferrovie interne degli stabilimenti, sorveglianti che non partecipano materialmente al lavoro, addetti ai centralini telefonici privati e tante altre categorie.

I futuri Mini Jobs italiani potrebbero essere un’evoluzione dei contratti Job on Call o al modello francese, che prevede l’utilizzo di un portale dove famiglie e lavoratrici come colf e badanti riescono ad entrare in contatto. Il portale garantisce la possibilità di pagare le prestazioni online in modo del tutto sicuro, favorendo l’incontro tra domanda ed offerta. Sui prossimi sviluppi vi manteniamo informati.



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