Imprenditore commerciale: la disciplina della rappresentanza commerciale (ausiliari)

Nell’espletamento della propria attività commerciale, l’imprenditore può avvalersi e, di regola, si avvale della collaborazione di altri soggetti. Di soggetti stabilmente inseriti nella propria organizzazione aziendale per effetto di un rapporto di lavoro subordinato che li lega al soggetto imprenditore (c.d. ausiliari interni o subordinati). Di soggetti esterni all’organizzazione imprenditoriale che collaborano con l’imprenditore, ed in modo occasionale o stabile, sulla base dei rapporti contrattuali di varia natura: mandato, commissione, spedizione, agenzia, mediazione (c.d. ausiliari esterni o soggetti autonomi). In entrambi i casi la collaborazione può concernere anche la conclusione di affari con terzi in nome e per conto dell’imprenditore: l’agire in rappresentanza dell’imprenditore.

Il fenomeno della rappresentanza è regolato dagli articoli 1387 e seguenti del codice civile e da norme speciali, per effetto del rinvio dell’articolo 1400 cod. civ., quando si tratti di atti inerenti all’esercizio dell’impresa commerciale posti in essere da alcune figure tipiche di ausiliari interni come institori, procuratori e commessi. E’ regola generale che il conferimento ad altro soggetto dell’incarico di compiere uno o più atti giuridici relativi alla propria sfera patrimoniale non abilita di per sé l’incaricato ad agire in nome dell’interessato, con conseguente imputazione diretta degli effetti degli atti posti in essere. A tale fine, è necessario l’espresso conferimento del potere di rappresentanza con ulteriore e specifica dichiarazione di volontà: la procura (articolo 1387 e 1704 cod. civ). il potere di rappresentanza sussiste nei limiti fissati dalla procura (art. 1388 cd. civ.) e presuppone che questa sia conferita con le forme prescritte per il contratto che il rappresentante deve concludere (art.1392).

Il terzo che contratta con chi dichiara di agire in veste di rappresentante è tenuto ad accertare l’esistenza, contenuto e regolarità formale della procura, esigendo che il rappresentante giustifichi i suoi poteri (art. 1393 cod. civ.). E’ sul terzo soggetto, terzo contraente che ricade il rischio della mancanza o del difetto di potere rappresentativo della parte contraente. Il contratto concluso dal falsus procurator è, infatti, improduttivo di effetti ed il soggetto terzo, anche se in buona fede, non potrà vantare alcun diritto nei confronti del preteso rappresentato. L’art. 1398 gli riconosce solo la possibilità di chiedere al falsus procurator il risarcimento del danno che ha sofferto “per aver confidato senza sua colpa ella validità del contratto “.

Sono queste le regole che tutelano poco e male il terzo contraente e che ostacolano le contrattazioni tramite rappresentante e lo sviluppo degli affari. Sono regole che trovano applicazione anche quando si tratti di atti compiuti per un imprenditore commerciale da parte di soggetti esterni alla sua organizzazione, anche se stabili. Queste regole, tuttavia, cedono il passo ad altre, parzialmente diverse, quando si è in presenza di determinate figure tipiche di ausiliari interni (institori, procuratori e commessi) che, per la posizione loro assegnata nell’impresa, sono destinati ad entrare stabilmente in contatto con i terzi ed a concludere affari per l’imprenditore commerciale. Vige, a tale riguardo, un sistema speciale di rappresentanza fissato dagli articoli 2203-2213 della disciplina codicistica.

Tra gli ausiliari subordinati dell’imprenditore l’institore è quello fornito dei maggiori poteri di rappresentanza e amministrazione dell’impresa.
L’institore è, infatti, un “alter ego” dell’imprenditore poiché lo sostituisce quasi completamente nell’attività d’impresa. 

Vediamo nella sottostante tabella i poteri dell’institore:

  • può compiere tutti gli atti pertinenti all’esercizio dell’impresa a cui è preposto, salve le limitazioni contenute nella procura
  • può stare in giudizio in nome del preponente per le obbligazioni dipendenti da atti compiuti nell’esercizio dell’impresa a cui è preposto
  • è tenuto, insieme con l’imprenditore, all’osservanza delle disposizioni riguardanti l’iscrizione nel registro delle imprese e alla tenuta delle scritture contabili”.


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