Anno 2017: il tempo dei tassi di interesse dei mutui ai minimi storici sta volgendo al termine, indice di un cambiamento epocale?

Secondo quanto pubblicato dall’Osservatorio del CRIF che rileva in modo puntuale l’andamento delle nuove richieste relative di mutui e surroghe e quelle di prestiti raccolte da EURISC – il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati su oltre 80 milioni di posizioni creditizie – pone in netta evidenza il consolidamento della ripresa della domanda di credito da parte delle famiglie italiane iniziata nell’anno 2015. Infatti, solo nel mese di novembre 2016 ha fatto registrare un incremento, pari a +6,6% rispetto allo stesso mese del 2015, del numero di interrogazioni sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF relative a richieste di nuovi prestiti (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) da parte delle famiglie italiane. Il risultato conseguito solo nel mese di novembre ha condotto ad una crescita del +7,3% del dato aggregato nei primi 11 mesi del 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015, consolidando il recupero verso i volumi pre-crisi, anche se ancora lontani. Tuttavia, emerge ancora un gap rispetto al biennio 2009-2010, ovvero prima che gli italiani iniziassero a conoscere la crisi economica negativa e a rivedere in ribasso i propri consumi, soprattutto quelli di beni durevoli o di importo più consistente, e i comportamenti di spesa finanziata dal credito.

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Variazione del numero di interrogazioni relative ai nuovi prestiti nei primi 11 mesi del 2016 (a parità di giorni lavorativi)

Numero di interrogazioni relative a nuovi prestiti (a parità di giorni lavorativi)Var. % gen-nov 2016 vs gen-nov 2015Var. % gen-nov 2016 vs gen-nov  2014Var. % gen-nov 2016 vs gen-nov 2013Var. % gen-nov 2016 vs gen-nov  2012Var. % gen-nov 2016 vs gen-nov 2011Var. % gen-nov 2016 vs gen-nov 2010Var. % gen-nov 2016 vs gen-nov 2009
GEN-NOV+7,3%+14,7%+11,5%+7,1%+1,6%-3,0%-5,2%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Se si prende in considerazione il dato a livello aggregato riferito all’anno 2016, esso riflette il miglioramento del quadro congiunturale e le condizioni di accesso al credito che sono rimaste favorevoli nel corso del 2016, stimolando le famiglie italiane verso una maggiore propensione a rivolgersi a finanziarie e banche per sostenere i consumi e per fare fronte a spese ed imprevisti urgenti, oltre per richiedere liquidità. Il mese di dicembre 2016 ha fatto registrare un incremento del +21,3% del numero di richieste di nuovi contratti di mutuo ipotecario e di surroghe rispetto allo stesso mese dell’anno 2015.

Si tratta di un vero e proprio dato record, se confrontato con l’andamento dei mesi precedenti.  Il dato che ha chiuso l’anno 2016 ha condotto ad una variazione epocale relativa all’intero anno appena concluso e, conferma, per il 2017 la fase di richiesta e di crescita della domanda di mutui ipotecari, surroghe e prestiti. La variazione, infatti, per il 2016 è stata del +13,3% rispetto all’intero anno 2015: si è venuto a consolidare ed a confermare il trend positivo di crescita sostenuto dai prezzi di acquisto dei beni immobili e dai saggi d’interesse applicati sui mutui che sono rimasti appetibili per l’intero anno 2016, anche se i livelli pre-crisi sono ancora un miraggio ben lontano.

Un segnale assolutamente positivo concerne l’analisi dell’importo medio relativo alle richieste di nuovi mutui ipotecari e di surroghe che, nel mese di dicembre 2016, si è attestato a 125.360 euro, superiore del +2,5% rispetto a quello registrato nello stesso mese del 2015. In generale nel corso del 2016 si è assistito ad un trend di crescita e, nell’aggregato di imprese individuali e società, si è attestato a 79.361 Euro contro i 72.805 Euro del 2015 (+9,0%). Per quanto concerne le interrogazioni da parte delle famiglie italiane, nel corso dell’anno 2016 le preferenze della clientela privata si sono concentrate nella classe compresa tra 100.000 e 150.000 Euro, con una quota pari al 29,5% del totale. Nel complesso quasi 4 interrogazioni su 5, il 77,6% del totale per la precisione, si sono caratterizzate per un importo inferiore ai 150.000 Euro. Per quanto concerne la durata deli piani di ammortamento dei mutui ipotecari e delle surroghe, si è registrata una preferenza per quella compresa tra i 16 e i 20 anni ad essere risultata la preferita dalle famiglie italiane, con una quota pari al 24,3% del totale, seguita a ruota dalla fascia tra i 21 e i 25 anni, con il 20,9%.

Il 2016 è stato un altro positivo per il credito alle famiglie. Il progressivo recupero verso i volumi pre-crisi delle interrogazioni relative a richieste di credito da parte delle famiglie riflette una rinnovata intenzione degli italiani a sostenere i propri acquisti attraverso l’accensione di un finanziamento così come l’acquisto di un immobile tramite un mutuo”, commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF. “La domanda di mutui e di prestiti sia stata stimolata nel corso del 2016 anche da offerte appetibili da parte degli operatori di settore, favorite da condizioni più distese nel funding e da una ulteriore riduzione degli indicatori di rischio. Nel complesso, il miglioramento delle condizioni congiunturali e tassi di interesse vantaggiosi dovrebbero contribuire a sostenere il trend positivo anche nell’anno appena iniziato, anche se probabilmente a ritmo più blando rispetto a quello osservato nel 2016”.

Tuttavia, dopo 12 mesi di contrazioni ininterrotte a gennaio 2017 i tassi di offerta sui mutui a tasso fisso sono tornati a salire (+0,15%) questo rende meno conveniente anche la rottamazione dei vecchi mutui, il tempo dei tassi ai minimi storici per i mutui per privati e famiglie sta probabilmente iniziando a volgere al termine.

Mentre sul fronte dei mutui a tasso variabile la situazione appare piuttosto stabile, dal lato dei mutui a tasso fisso gli indici di riferimento IRS hanno iniziato una rapida ascesa da fine settembre 2016 e hanno portato – con un ritardo di qualche mese – ad una sensibile revisione a gennaio 2017 dei tassi di offerta sui mutui a tasso fisso. Ci si potrebbe attendere un mutamento di scenario per il 2017?

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