Settore assicurativo: cambiamenti epocali ed impatto sugli assicurati nel ramo danni

Negli ultimi anni di crisi economica è innegabile che anche il comparto assicurativo abbia attraversato non pochi problemi e cambiamenti epocali in materia di normativa, trasparenza dei prezzi dei premi, in particolare nel ramo danni, disintermediazione dei canali di distribuzione delle polizze assicurative, revisioni in materia di regolamentazione da parte dell’IVASS e necessità di una maggiore trasparenza nei rapporti con gli assicurati. Per non parlare poi l’innovazione tecnologica e digitale che ha investito il settore assicurativo e che, nel prossimo futuro, continuerà a pesare e ad impattare profondamente sulle performance degli operatori assicurativi: compagnie assicurative, agenti, broker, produttori diretti e subagenti. I trend ed i fattori di mutamento epocale sono già profondamente in atto all’interno del comparto assicurativo e, con questi ritmi calzanti, continueranno a dipingere l’outlook prospettico futuro.

Sono diversi i fattori di cambiamento storico ed epocale, si tratta di una vera rivoluzione “copernicana” già in atto che ha interessato tutti i rami del comparto assicurativo, in particolare il ramo danni, il quale soffre di perdite e di calo dei premi delle polizze. Il comparto assicurativo danni è il nono a livello mondiale ed il quinto in Europa che fa seguito a quello della Germania, Regno Unito, Francia e Paesi Bassi con una spesa pro capite in assicurazione danni (in particolare, nell’RC Auto) di circa 607 euro. Dagli anni 2000 ad oggi il comparto danni ha subito una concentrazione in termini reali a favore di quello vita: il ramo auto ha mantenuto e continuerà nel futuro a mantenere una quota considerevole data la cogenza della polizza auto, anche se, la redditività in questo segmento continuerà a calare a causa della debolezza economica, della congiuntura negativa e della riduzione dei premi e dei mark up per le compagnie assicurative e, di conseguenza, per tutti gli intermediari assicurativi nel Registro Unico degli Intermediari (RUI).

Un problema che riguarda il mercato assicurativo italiano, rispetto al panorama europeo, che continuerà nel prossimo futuro ad impattare sulla performance e sulla redditività nel settore concerne il problema cronico delle frodi sospette, in particolare nel Meridione ed Isole della nostra penisola italiana. L’Italia presenta, ad oggi, con un trend in crescita negli ultimi anni, un numero più elevato di sinistri con i veicoli e lesioni personali rispetto al restante panorama europeo, con un’alta componente del “colpo di frusta”. Questa patologia cronica di sospetto delle frodi potrebbe arginarsi, nel prossimo decennio, grazie all’interno normativo del Decreto “Cresci Italia”, il quale ha fissato dei limiti massimi ai parametri dei risarcimenti per lieve entità e ha innalzato i requisiti per l’indennizzo delle microlesioni corporali, imponendo l’obbligatorietà di un accertamento clinico oggettivo. Il dettato riformistico potrebbe, nel prossimo decennio, migliorare la redditività per il settore assicurativo e tradursi in una riduzione dei premi assicurativi, a beneficio dei consumatori. Se si prendono in considerazione all’interno del settore danni gli altri rami diversi dall’auto, quali l’assicurazione infortuni e malattia, la responsabilità civile, incendio ed altri danni ai beni (property), negli ultimi anni, i saggi di crescita delle assicurazioni diverse dalla RC Auto sono stati più elevati e continueranno a crescere nel prossimo futuro, anche se con percentuali inferiori rispetto a quanto avviene nel resto dell’Europa. Il problema concerne il fatto che queste polizze sono sentite e viste dagli assicurati come polizze “facoltative” non cogenti come quella dell’auto o della moto. In particolare, per le polizze infortunio e malattia, il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) fornisce assistenza pubblica ai cittadini, nonostante i tagli della sanità pubblica, e lo Stato italiano copre tutti gli infortuni professionali attraverso l’INAIL. Di conseguenza, l’Italia presenta e continuerà, nel recente futuro, a presentare uno dei tassi di penetrazione più bassi in Europa nel segmento delle assicurazioni contro il rischio di infortunio e di malattia.

Le assicurazioni sanitarie private (ASP) continueranno ad essere integrative ed accessorie rispetto alle prestazioni assistenziali e sanitarie offerte dal Sistema Sanitario nazionale: si stima che, ad oggi, solo il 4/5% della popolazione italiana abbia una copertura medica privata (polizze individuali) e si tratta di lavoratori autonomi, liberi professionisti o imprenditori titolari di Partita Iva e di lavoratori con qualifiche dirigenziali con stipendio medio-alto. Inoltre, continueranno nel futuro prossimo a crescere i premi raccolti nel segmento delle RC Professionali: si tratta di RC specializzate e dedicate ai professionisti quali Medici, Architetti, Dottori Commercialisti, Avvocati, Amministratori, Sindaci e Dirigenti. Grazie all’intervento legislativo (Legge 144/2011) è stata resa cogente l’assicurazione RC Professionale per quasi tutti coloro che espletano un’attività lavorativa richiedente affiliazione ad una associazione di categoria riconosciuta dalla legge.



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