Regime dei Minimi, Codice Ateco, Intrastat e iva da versare su fatture comunitarie

Domanda sul regime dei minimi e sulle fatture comunitarie

Buonasera Romano,

Mi scuso per l’ora ma è due giorni che sto cercando di risolvere le mie beghe fiscali senza trovare soluzione, ma andiamo per ordine, vado a spiegarle la mia situazione:
ho aperto partita iva a ottobre 2015 su consiglio della mia attuale commercialista perché era più conveniente, poiché vigeva ancora il regime dei minimi al 5%.
Al tempo avevo la probabilità certa che avrei continuato a lavorare per due mie cliente (uno con cui lavoravo da 2 anni e uno per cui avevo creato il sito della propria attività e che aveva accettato il mio preventivo per la gestione) con un reddito mensile pari a 1.000 €. In aggiunta a questo ho un blog, un wedding blog tra i più seguiti d’Italia, che sta generando richieste di affiliazione, collaborazione e pubblicità, tanto che da poco ho deciso di monetizzarlo.
Da pochi mesi poi ho aderito anche al programma di affiliazione Amazon e Google. Purtroppo però, successivamente all’apertura della partita iva, i due clienti hanno deciso di non avvalersi più dei miei “servigi”.
La mia commercialista quindi, visto le premesse e dato che aveva chiaro non avessi al momento grandi introiti, mi ha aperto il codice ateco 620200 ovvero: consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica.
In pratica però io vendo prodotti pubblicitari base come: post sponsorizzati e banner, consulenze e servizi inerenti al content marketing.
Ma veniamo al punto per cui la contatto e per cui ho maturato l’idea di cambiare commercialista: essendo la mia prima partita iva sono partita completamente vergine del tema e così, non essendo informata e formata, ho acquistato servizi dall’estero utili allo svolgimento del mio lavoro fatturandoli alla mia società pensando di scaricarli. Dopo aver consegnato le fatture alla mia commercialista, quando me le ha richieste per fare l’unico del 2015, scopro purtroppo che dovevo fare l’intrastat e pagare iva e mora… ecco che il mio guadagno è andato a farsi friggere.
Sapevo inoltre, così mi aveva assicurato la commercialista, che per le fatture a Google e aziende similari nella comunità europea non c’era bisogno di fare l’intrastat; l’altro giorno però, per caso, scopro che non è più così, ma solo perché per paura mi sono documentata autonomamente sul web. Lo faccio presente alla commercialista che verifica e che mi comunica che è corretto, va fatto l’intrastat anche per questo genere di fatture!… Peccato però che adesso devo pagare un’altra mora, oltre anche al compenso della commercialista per questa operazione pari a 65 €.
Sono stata sempre io ad accorgermi che nella dichiarazione d’inizio attività aveva sbagliato l’indirizzo di residenza fiscale e non solo quello.
Pertanto, dopo tutto questo, la mia fiducia nell’attuale professionista è decaduta e adesso necessito di:
  1. Capire se il mio codice è corretto o ne dovrei aprire un altro o altri.
  2. Verificare se è stato fatto tutto correttamente fino ad adesso (modello unico) e se sono apposto fiscalmente.
  3. Inviare l’intrastat della fattura incriminata: lei quanto prende per questa operazione?
  4. Per risparmiare sull’intrastat, posso fatturare a Google una o al massimo 2 volte l’anno nonostante fino ad adesso ho ricevuto i pagamenti mensilmente?
  5. Verificare se è corretta la dicitura della fattura a Google ecc.: se sono cioè formalmente corrette.
  6. Un preventivo con i servizi che necessita la mia posizione, compreso quegli accessori e con le tempistiche (chiaramente vorrei essere costantemente informata non appena ci siano variazioni, circolari ecc senza dovermeli andare a cercare io).
Attualmente gli account Google e Amazon sono tutti registrati come privato, come il conto corrente dove ricevo i pagamenti: devo necessariamente aprirne uno aziendale (la mia commercialista mi ha detto che non è necessario) e trasformare l’account da privato a aziendale?
Concludo dicendo che, dopo aver segnalato alla mia commercialista le spese extra non preventivate e generate su una mancata comunicazione da parte sua, mi ha consigliato di chiudere la partita iva.
Personalmente sono molto fiduciosa e le richieste sono sempre più in crescita che vorrei perlomeno provare ad arrivare ad un anno d’attività prima di gettare la spugna, sto solo cercando il partner giusto che mi aiuti a “farcela”, non solo gestendo la contabilità in maniera professionale ma anche in modo oculato per crescere step by step.
Sperando di essere stata esaustiva e non troppo prolissa,
la ringrazio della lettura e le porgo cordiali saluti.

RISPOSTA sul regime dei minimi, codici ateco da utilizzare e iva sulle fatture estere

Ciao XXXX,

scusa se ti rispondo solo ora, ma gli impegni sono tanti ed il 15 scadeva la presentazione telematica del modello 770 e ieri F24 delle rateizzazioni da modello UNICO 2016.

Venendo alle argomentazioni da Te illustrate cerco di rispondere sui vari punti che hai posto:

  1. Il codice ateco può andar bene, ma vorrei capire se sei inquadrata come professionista o come attività commerciale, ovvero hai una posizione INPS sezione commercianti oppure sei stata iscritta alle gestione separata INPS ? Sei iscritta alla CCIAA di appartenenza? Da quanto posso capire i tuoi introiti derivano tutti da attività pubblicitaria, che è da inquadrare come attività commerciale, e prevede l’iscrizione inps sezione commercianti ( ovvero 900 euro ogni 3 mesi );
  2. Questo non è possibile in quanto il 2015 lo hai affidato alla tua attuale professionista e non è deontologicamente corretto, che un professionista valuti il lavoro, di un altro, inoltre per fare un controllo di questo tipo in maniera accurato è necessario, rifare tutta la contabilità 2015, e questo sarebbe per te un aggravio di costo, inteso come spettanze del professionista;
  3. Purtroppo ti confermo che è obbligatorio inoltrare l’INTRASTAT servizi, oltre a comunicarti che se un MINIMO quale tu sei, acquista un servizio/bene in ambito intracomunitario è obbligato a versarne l’IVA mensilmente, ovvero il mese successivo alla data di ricezione della fattura;
  4. L’intrastat è un adempimento che avviene 4 volte l’anno per i trimestrali ( ovvero chi non supera i 50.000 di acquisti/vendite durante l’anno), e devi comunicare tutte le fatture emesse o ricevute in ambito comunitario, dei 3 mesi precedenti. Inoltre per essere fiscalmente a posto, devi necessariamente emettere fattura ad ogni pagamento che ricevi, in quanto Google emette una sorta di autofatturazione interna. Infatti tu non hai obbligo di comunicargli la fattura che emetti, sono loro che ti pagano automaticamente, al raggiungimento della soglia minima che hai impostato;
  5. Le fatture emesse nei confronti di Google, o Tradedabler, Zanox o altri similari, sono tutte non imponibili e dovrai indicare la seguente dicitura ” Operazione non imponibile IVA ai sensi dell’art.7-ter del DPR 633/72 “;
  6. Il servizio di consulenza ed elaborazione dati che applico per un soggetto MINIMO è di euro XXX;
  7. Gli account li devi trasformare necessariamente ad aziendali, in quanto Google e Amazon, se ti considerano come privato, dovrebbero applicarti l’ Iva, e sarebbe formalmente errato.

Spero di essere stato abbastanza chiaro, e per quanto riguarda la chiusura della partita iva, non ho i numeri per darti un consiglio su una eventuale chiusura. Naturalmente fai tu le tue valutazioni e capisci se il gioco vale la candela…

Inoltre ti consiglio di visualizzare questo video che a tutt’oggi è ancora valido, e nel quale spiego come vanno fiscalmente gestite le fatture di facebook, ma che può essere applicabile a tutte le fatture ricevute in ambito comunitario:

A presto,

Vincenzo Romano



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