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Unioni civili tra persone dello stesso sesso: normativa, come fare ed a chi rivolgersi

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Il 5 giugno 2016 è entrata in vigore la legge 76 del 20.05.2016 concernente la “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze“, ovvero la legge che, tra l’altro, istituisce l’unione civile tra persone dello stesso sesso. Si tratta di un passo fondamentale introdotto dall’art 1, commi 1-35, della Legge 20 maggio 2016, n. 76 (cosiddetta legge Cirinnà, dal nome di Monica Cirinnà, promotrice e prima firmataria della norma), pubblicata in GU della Repubblica Italiana il 21 maggio 2016 (GU Serie Generale n.118 del 21-5-2016).
La Legge del 20 maggio 2016 n. 76 si compone di un unico articolo e 69 commi. L’istituto dell’unione civile tra persone dello stesso sesso è stato introdotto nella prima parte (commi 1-35); nella seconda (commi 36-65) trovano disciplina le convivenze di fatto. I commi 66-69 fanno una previsione degli oneri derivanti dall’attuazione dei commi dall’1 al 35 e delegano il Ministro dell’Economia e delle Finanze ad apportare eventuali variazioni di bilancio.


Requisiti: a chi è rivolto

L’unione civile si costituisce tra due persone maggiorenni dello stesso sesso mediante dichiarazione davanti all‘Ufficiale di Stato civile alla presenza di due testimoni.
Le cause che inibiscono la costituzione dell’unione (che evocano quelle previste per il matrimonio agli articoli 84-89 C.C.) sono:
• la minore età dei dichiaranti (similmente a quanto previsto dall’art. 86 cc, con la differenza che non sono previste eccezioni per gli ultra sedicenni);
• la presenza di un precedente vincolo matrimoniale o di unione civile (simile all’art. 86 CC all’uopo modificato anche per il matrimonio);
• interdizione giudiziale per incapacità di mente (identico all’art. 85 CC);
• la sussistenza di vincoli di parentela o affinità tra i dichiaranti (analogo all’articolo 87 cc con l’aggiunta dell’impedimento di costituzione di unione tra lo zio ed il nipote e la zia e la nipote);
• condanna definitiva per omicidio o tentato omicidio nei confronti del precedente coniuge o partner civile dell’altro soggetto (art. 88 CC).

Casi di nullità e motivi di impugnazione dell’unione civile

La costituzione di un’unione in presenza di uno di tali impedimenti importa la nullità dell’unione stessa, con possibilità di impugnazione da parte di uno dei contraenti, dagli ascendenti prossimi di questi, dal pubblico ministero o da chiunque abbia interesse legittimo. Altri motivi di impugnazione sono violenza o errore, morte presunta del precedente coniuge etc, similmente al matrimonio.

Unione civile: diritti e doveri

I diritti e doveri che discendono dalla costituzione di un’unione civile sono identici a quelli previsti dagli artt. 143 e 144 del codice civile per il matrimonio, con esclusione dell’obbligo di fedeltà:

  • dall’unione civile deriva l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Entrambe le parti sono tenute a contribuire ai bisogni comuni secondo le proprie sostanze e capacità di lavoro professionale e casalingo;
  • le parti concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune; a ciascuna delle parti spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato.

La scelta viene annotata sull’atto di nascita e comporta la variazione della scheda anagrafica. L’unione sarà attestata da un certificato tipicizzato, rilasciato dall’ufficiale dello stato civile, riportante le generalità e la residenza dei dichiaranti e dei testimoni e il regime patrimoniale prescelto.

Dichiarazione e istruttoria Unioni civili

Le parti fanno congiuntamente richiesta all’Ufficio di Stato civile di un Comune a loro scelta, anche diverso da quello di residenza; lo stesso Ufficio comunale redige immediatamente il verbale della richiesta invitando le parti a comparire di fronte a sé al fine di rendere la dichiarazione costitutiva dell’unione.
Entro 15 giorni dalla richiesta, l’Ufficio procede alla verifica delle dichiarazioni rese acquisendo tutta la documentazione idonea, nonché richiedendo eventuali integrazioni/rettifiche delle stesse. Nel caso di cittadino straniero occorre presentare anche una dichiarazione dell’Autorità competente del proprio paese dalla quale risulta che, giusta le leggi cui è sottoposto nulla osta all’unione civile. Nel giorno indicato dalle parti, le stesse rendono la dichiarazione, personalmente e congiuntamente, alla presenza di due testimoni di voler costituire tra loro l’unione civile.
Di tale dichiarazione è redatto apposito verbale. Nei casi di infermità o altro comprovato impedimento di una delle parti, l’Ufficiale di Stato civile si reca presso il luogo in cui si trova la parte impedita sia nei casi di ricezione della richiesta che per ricevere la dichiarazione di costituzione dell’unione.

Trascrizione matrimoni/unioni civili avvenute all’estero

Per quanto concerne le trascrizioni di matrimoni/unioni civili avvenute all’estero, in attesa dell’emanazione dei Decreti Legislativi attuativi della Legge 76/2016, potranno essere oggetto di trascrizione nel registro provvisorio delle unioni civili solo se trasmessi all’Ufficio di Stato civile dall’autorità consolare italiana.


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