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Modello di richiesta di attestato di residenza fiscale contro le doppie imposizioni: cos’è e come compilarlo

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Sono sempre più numerosi i cittadini italiani che svolgono una parte del percorso professionale oltre i confini territoriali. L’ordinamento italiano contempla una differente modalità di determinazione dell’obbligazione tributaria in ragione del fatto che, alla luce dei criteri di collegamento di ordine spaziale enunciati nell’articolo 2 del Tuir, il soggetto possa qualificarsi o meno residente nel territorio dello Stato. In questa guida cerchiamo di comprendere cosa significa essere residente fiscale, a cosa serve il modello di richiesta di attestato di residenza fiscale contro le doppie imposizioni, chi lo può richiedere, dove si presenta e come procedere a compilarlo.

Residenza fiscale: nozione e disciplina tributaria

Per i soggetti non residenti l’imposta grava sui redditi prodotti nel territorio dello Stato, mentre i soggetti residenti sono tenuti ad assolverla su tutti i redditi ovunque posseduti. Il citato Tuir, all’articolo 2, comma 2, definisce residenti le persone “che per la maggior parte del periodo d’imposta, sono iscritti nell’anagrafe della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile“.

Affinché un soggetto sia considerato fiscalmente residente, è sufficiente che egli integri anche una soltanto delle condizioni richieste. È quindi assoggettabile a Irpef l’individuo che nel territorio dello Stato abbia la sola residenza o il solo domicilio o risulti soltanto iscritto nelle anagrafi della popolazione residente. Tali requisiti devono sussistere, in via alternativa, anche se non ininterrottamente, per un periodo di tempo minimo di 183 (o 184 in anni bisestili).

Entrato in vigore il Tuir, il principio normativo fondamentale in tema di residenza delle persone fisiche è ancora dettato dall’articolo 2, la cui disciplina è stata di recente integrata con l’aggiunta del comma 2-bis, disposta dall’articolo 10 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, in forza del quale si considerano fiscalmente residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani non più iscritti nell’anagrafe della popolazione residente ed emigrati in Stati o Territori aventi regime fiscale privilegiato, individuati con apposito decreto del ministero delle Finanze.

A cosa serve il Modello di richiesta di attestato di residenza fiscale contro le doppie imposizioni?

Questo modello serve per chiedere all’ Agenzia delle Entrate l’attestazione di residenza fiscale da presentare allo Stato estero nel quale il contribuente ha prodotto reddito in un dato anno. L’attestazione di residenza fiscale è necessaria per avvalersi dei benefici delle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni sul reddito. L’attestazione può essere richiesta anche per più tipi di reddito prodotti nello stesso Stato estero, cioè soggetti alla stessa Convenzione; in questo caso verrà infatti emesso un unico certificato di residenza fiscale.

Possono presentare la richiesta di attestazione di residenza fiscale le persone fisiche residenti e i soggetti residenti diversi dalle persone fisiche quali: le società di capitali, gli enti commerciali e non commerciali, gli organismi di investimento collettivo del risparmio e i fondi pensione. Nel caso delle società di persone e negli altri casi di soggetti “fiscalmente trasparenti”, il certificato può essere richiesto solo dai soci/beneficiari residenti in Italia.

Dove richiederlo?

E’ possibile farne richiesta presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate. E’ semplice basta compilare tutti i campi presenti nella domanda.
⦁ Qualità di: indicare se si tratta di titolare, rappresentate o altra qualifica;
⦁ Nazione: indicare il nome dello Stato estero nel quale è stato prodotto il reddito e a cui va consegnata l’attestazione;
⦁ Reddito: indicare il tipo (o i tipi) di reddito prodotto, oggetto delle Convenzioni internazionali sulle doppie imposizioni, prendendo in considerazione: Immobili, Utili delle imprese, Dividendi Interessi Royalties, Compensi per servizi, Capital gains, Lavoro autonomo, Lavoro dipendente, Compensi Amministratori Artisti e sportivi, Pensioni, Funzioni pubbliche Professori- Insegnanti-Ricercatori Studenti e apprendisti, Redditi da attività petrolifera, Altri redditi.
Per il rilascio del certificato è necessario pagare per i tributi speciali euro 3,10 per ogni copia richiesta. Il pagamento può essere effettuato tramite il modello F23 utilizzando il codice tributo 964T presso gli sportelli bancari e gli uffici postali. In alternativa è possibile utilizzare la marca da bollo di pari importo.


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